[Modern Metal] Avenged Sevenfold – Diamonds …

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[Modern Metal] Avenged Sevenfold – Diamonds In The Rough (Cd+Dvd) (2008) [DVD] Live In The LBC: Critical Acclaim – Second Heartbeat – Afterlife – Beast and the Harlot – Scream – Seize the Day – Walk (Pantera Cover) – Bat Country – Almost Easy – Gunslinger – Unholy Confessions – A Little Piece of Heaven[CD]

[Modern Metal] Avenged Sevenfold – Diamonds In The Rough (Cd+Dvd) (2008)

[DVD] Live In The LBC: Critical Acclaim – Second Heartbeat – Afterlife – Beast and the Harlot – Scream – Seize the Day – Walk (Pantera Cover) – Bat Country – Almost Easy – Gunslinger – Unholy Confessions – A Little Piece of Heaven
[CD] Demons – Girl I Know – Crossroads – Flash of the Blade (Iron Maiden cover) – Until the End – Tension – Walk (Pantera cover) – The Fight – Dancing Dead – Almost Easy (Cla Mix) – Afterlife (Alternate Version) – Almost Easy (Live from Seattle) – Bat Country (Live from Fresno)

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Avevamo annientato gli Avenged in occasione del loro disco self titled dell’anno scorso. Dopo averli gasati in occasione di “City Of Evil”, l’album successivo non c’aveva per nulla convinto, suonando molto poco ispirato e aggressivo rispetto ai loro standard. Ora siamo obbligati a riportarli in auge grazie al nuovo “Diamonds In The Rough”.
Il package in questione comprende un Dvd live registrato ad aprile alla Long Beach Arena (sì, proprio lì…, ndr) che vede i ragazzoni con stage paura, fuochi ovunque, mignottone danzanti (su “Scream”), fans coinvolti sul palco (mattIo che canta sbronzo Walk ad esempio), inquadrature d’effetto e pubblico in delirio. Il sound è corposo e molto accattivante, i cinque suonano compatti e quadrati, mettendo in mostra anche una buona tecnica individuale. I punti più alti sono a nostro parere le riproposizioni di “Bat Country” e “Beast In The Harlot”, due veri e propri classici degli A7X, ma il concerto scorre piacevolmente dall’inizio alla fine.

Il cd invece è una raccolta di b-sides, materiale inedito e covers registrate nel periodo nel quale avveniva la stesura e la composizione dell’album omonimo già citato. Resta sconosciuto il motivo dell’esclusione di alcuni brani (come “Crossroads” o “Until The End”) dal mixing finale, in favore degli episodi che ben conosciamo e che c’hanno fatto rabbrividire un anno fa. L’album è buono nonostante un paio di episodi (su tutti l’opener “Demons”) che c’avevano fatto subito pensare male.
Acquisto ovviamente consigliato per i giovani fans del combo statunitense, interessante per chi non li conosce ancora, fastidioso invece per chi non li sopporta: con questa release, la band dà ulteriore dimostrazione di essere una delle forze in ascesa nel panorama heavy del nuovo millennio, con buona pace dei detrattori a tutti i costi.

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