[Modern Metal] In this Moment – The Dream

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[Modern Metal] In this Moment – The Dream (2008)   The Rabbit Hole – Forever – All for You – Lost At Sea – Mechanical Love – Her Kiss – Into the Light – You Always Believed – The Great Divide – Violet Skies – The Dream Pagina MySpace della bandEtichetta discografica Parlare di disco

[Modern Metal] In this Moment – The Dream (2008)
 
The Rabbit Hole – Forever – All for You – Lost At Sea – Mechanical Love – Her Kiss – Into the Light – You Always Believed – The Great Divide – Violet Skies – The Dream

Pagina MySpace della band
Etichetta discografica

Parlare di disco della svolta per un gruppo nato solamente tre anni fa, con un solo disco all’attivo, sembrerebbe, a prima vista, assurdo. Invece, nel caso degli In this Moment, band, fino a pochi mesi fa, melodic metalcore (definizione inventata al momento, ma rende l’idea) statunitense salita alla ribalta grazie a MySpace, una frase del genere non è fuori luogo.

La band, con questo “The dream”, ha capito di avere nella cantante Maria Brink il vero e proprio “asso da denari” per diventare una potenziale next big thing del metallo da classifica. Il risultato: un disco di metallo melodico, costruito attorno alla voce della splendida cantante, che ora può farsi conoscere non solo per i vestiti appariscenti e per le copertine sulle riviste patinate, e con dei “turnisti” (leggasi: il resto della band) che possono essere benissimo sostituiti con altri musicisti a caso. Un talento enorme, quello della bionda californiana, capace di emozionare sia nelle parti melodiche e nelle rare (come “The great divide”, unico legame con il recente passato) parti aggressive.

Di fatto, però, Maria Brink è l’unico fattore di questo “The dream” che esce a pieni voti. Il resto della band, purtroppo, non è allo stesso livello: come già accennato, siamo di fronte ad un disco che, musicalmente, non decolla. Sarà il fatto di essere derivativo (non solo il metallo americano tanto di voga adesso, ma vengono citati anche gli Iron Maiden, nell’assolo di “All for you”), ma l’impressione che la band sia “indietro” rispetto alla sua frontwoman è evidente. Alcuni bei pezzi (il singolo “Forever”, la radiofonica “Her kiss” e la già citata “The great divide”), certe ballad che non reggono il confronto, in un disco che, se non fosse per l’enorme talento di Maria Brink, resterebbe negli scaffali vita natural durante: la sola presenza della brava cantante, invece, rende il disco più che sufficiente e risulta un’ottima base sulla quale costruire il futuro. Non stupiamoci però se, nel giro di un paio di anni, la dotata singer decida di mollare la band per intraprendere una carriera solista, che possa mettere in luce il suo talento.

Nicola Lucchetta

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