In Flames – Come Clarity

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Non voglio parlare di staticità o evoluzione, di poserismo e fedeltà alla causa: gli In Flames si sono sdoganati dai canoni classici da un pezzo, l’ondata Swedish death è finita da diversi anni e la band di Stormblad e Friden è oramai una realtà enorme nel panorama heavy, ha un sound riconoscibile e inconfondibile, vende

Non voglio parlare di staticità o evoluzione, di poserismo e fedeltà alla causa: gli In Flames si sono sdoganati dai canoni classici da un pezzo, l’ondata Swedish death è finita da diversi anni e la band di Stormblad e Friden è oramai una realtà enorme nel panorama heavy, ha un sound riconoscibile e inconfondibile, vende tantissimo ed è lanciata nel campo del modern metal dall’uscita di “Clayman” datato 2000. “Come Clarity” è la sublimazione definitiva del marchio degli svedesi, melodie, potenza, refrain accattivanti e pure un duetto con Lisa Miskovski, giusto per mettere un brano con le female vocals in un platter che non è possibile definire in modo negativo. E’ un disco impacchettato alla perfezione per il mercato, curato, studiato e attento nel bilanciare i momenti in cui si corre e in cui si deve fare “jump jump jump”, ci sono i coretti gaudiosi e le sfuriate per far sentire estremamente eeevil l’ascoltatore. Non è facile farlo e di questo bisogna dare atto agli In Flames. Friden è oramai maestro assoluto nell’alternanza tra scream e clean vocals, anzi a questo giro non c’è ombra di filtro alcuno e sentiamo in pieno l’abilità del singer specialmente nella title track pensata forse per un disco degli Evanescence. Insomma non aspettatevi nulla di rivoluzionario o di antico da questa release, c’è solo musica buona per intrattenere senza voler recuperare fans nostalgici che si sentono traditi (…), “Episode 666″ è un ricordo lontano e comunque recuperabile in un altro cd. Il successo sorride agli In Flames e ogni release non fa che proseguire sulla strada intrapresa più di un lustro fa, pollice su per loro, il metal del nuovo millennio è rappresentato anche da loro e fare un tour da headliners negli States insieme a Trivium e Devil Driver vorrà pur dire qualcosa, benché ognuno di noi abbia la facoltà di decidere “cosa”.

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