[Modern Thrash] Devildriver – Pray For …

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[Modern Thrash] Devildriver – Pray For Villains (2009) Pray For Villains – Pure Sincerity – Fate Stepped In – Back With A Vengeance – I’ve Been Sober – Resurrection Blvd. – Forgiveness Is A Six Gun – Waiting For November – It’s In The Cards – Another Night In London – Bitter Pill – Teach

[Modern Thrash] Devildriver – Pray For Villains (2009)

Pray For Villains – Pure Sincerity – Fate Stepped In – Back With A Vengeance – I’ve Been Sober – Resurrection Blvd. – Forgiveness Is A Six Gun – Waiting For November – It’s In The Cards – Another Night In London – Bitter Pill – Teach Me To Whisper – I See Belief

http://www.devildriver.com/
http://www.roadrunnerrecords.it

A sei anni dal debutto arriva il quarto disco per i Devildriver, combo che si è dimostrato sempre molto prolifico (una nuova uscita ogni biennio) senza mai perdere troppo in qualità.
“Pray For Villains” era atteso con grandi aspettative e curiosità dai fan (grazie anche a certe dichiarazioni fatte dal frontman Dez Fafara), in quanto doveva essere portatore di grossi cambiamenti. Basta però un solo ascolto per capire che ciò che lo differenzia dal precedente “The Last Kind Words” è solo una maggiore attenzione verso certe espressioni melodiche, che prima d’ora non erano mai state esplorate troppo.

Intendiamoci, il quintetto non è diventato commerciale o si è “svenduto”: il disco suona pesante, veloce e violento come sempre, a dimostrazione che ormai la strada è stata trovata e si continuerà così anche in futuro. Si prenda a titolo esemplificativo l’opener (highlight dell’lp, assieme alla martellante “Forgiveness Is A Six Gun”) e le successive due tracce, che tra riff efficaci, vocals aggressive, groove a manetta e un lavoro dietro le pelli d’eccezione (a conferma che ormai il tupa-tupa anni ’80 non basta più) mettono bene in chiaro quello che la band è capace di offrire.
Le novità in chiave melodica di cui si è parlato in apertura sono seminate qua e là, ma è su “Resurrection Blvd” e “Teach Me To Whisper”, che si notano maggiormente; questa coppia in particolare potrebbe fare storcere il naso a più di un ascoltatore, soprattutto se comparata al resto dell’album.
Visto nella sua interezza “Pray For Villains” si posiziona forse un gradino sopra al precedente lavoro, pur annoverando qualche traccia di troppo (ben tredici) che immancabilmente conduce a momenti meno interessanti e noiosetti (“I’ve Been Sober”, “Bitter Pill”).
Una delle uscite dell’anno, pur non facendo gridare al miracolo. Miracolo che, volendo, si è già verificato con “The Fury Of Our Maker’s Hand”.

Nicolò Barovier

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