My Dying Bride A Map of All Our Failures

my dying bride a map of all our failures 3.5/5
A differenza di Katatonia, Anathema e The Gathering (tanto per citarne tre), i My Dying Bride di “A Map Of All Our Failures” hanno accantonato da un po’ le velleità evolutive e alternative rock, sperimentando sì in passato, lasciando quasi (quasi) del tutto da parte il growl e puntando parecchio sulle atmosfere decadenti e su

A differenza di Katatonia, Anathema e The Gathering (tanto per citarne tre), i My Dying Bride di “A Map Of All Our Failures” hanno accantonato da un po’ le velleità evolutive e alternative rock, sperimentando sì in passato, lasciando quasi (quasi) del tutto da parte il growl e puntando parecchio sulle atmosfere decadenti e su un approccio alla materia ben diverso rispetto agli esordi. Ma il loro trademark è sempre rimasto stabile e inconfondibile, al punto che quando parte la marziale opener “Kneel Till Doomsday” sappiamo già che arriverà prima o poi l’accelerazione e il growl di Stainthorpe (magari anche solo per accontentare i vecchi fans ammalati di “Turn Loose the Swans”).

La solennità dei brani a dire il vero non si sposa benissimo con una produzione piuttosto approssimativa, ma questa paradossalmente consente di rimanere saldamente nei territori a cui i Nostri ci hanno abituato da tempo, permettendoci comunque di apprezzare gli inserti dell’abile Shaun Macgowan alle tastiere e al violino. Un lavoro che non aggiunge e toglie nulla a quanto già espresso dai MDB, ma che consente loro di proseguire la propria evoluzione sonora senza snaturarsi affatto. Solida release.

Paolo Sisa


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