[Neo Folk/New Wave] Spiritual Front – Rotten Roma Casino (2010)

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www.spiritualfront.comhttp://www.trisol.de/ Il NeoFolk è una bestia strana e multiforme: paganesimo, perversioni sessuali, un’amara passione per le uniformi e per l’oscurità della natura. Non sono cose per tutti, non sono temi facili, né da digerire, né da masticare. Da dieci anni, in Italia, gli Spiritual Front ce ne danno una versione più cabarettistica e popolare, come



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Il NeoFolk è una bestia strana e multiforme: paganesimo, perversioni sessuali, un’amara passione per le uniformi e per l’oscurità della natura. Non sono cose per tutti, non sono temi facili, né da digerire, né da masticare.
Da dieci anni, in Italia, gli Spiritual Front ce ne danno una versione più cabarettistica e popolare, come se il Fellini di “Roma” e il Fassbinder di “Querelle de Brest” venissero fusi insieme, con Ennio Morricone (alcuni membri della sua orchestra suonano nelle tracce di questo disco) a scriverne la colonna sonora. I temi sono da espressionismo tedesco, una città malata, puttana, un mondo in bilico fra tecnologia e voglia di primitivismo, il sesso, tanto sesso: nel dvd allegato al disco i video ci mostrano corpi nudi, nani deliranti e poesie di Majakovskij e Pasolini che dettano il tempo e i modi alle undici melodie.

La più grande pecca di “Rotten Roma Casino” è quella di essere un innesto pop su qualcosa che pop non è e non può essere, perché Majakovskij non è pop, Pasolini non è pop, e soprattutto parafilia e simili non sono pop.
Così va che i video presentati in accompagnamento al disco siano troppo patinati, e che la musica sia troppo levigata e troppo discosta dalle atmosfere alle quali avevano abituato tutti: un pezzo come “Darkroom Friendship” è poco digeribile, a tutti i livelli, ed è un peccato, perché andando avanti la sostanza si trova. “Black Dogs Of Mexico”, “Kiss the Girls and Make Them Die”, “Cold Love (In a Cold Coffin)”, sono tutti pezzi che recuperano il vecchio smalto, quello spocchioso e provocatorio che più si confà alla complicata personalità di Simone Salvatori.
Sarebbe stato bello avere un disco un po’ più puro, meno a metà, ma si sa, le transizioni sono complicate, di sicuro la prossima volta sarà veramente quella buona, per capire dove gli Spiritual Front abbiano intenzione di arrivare.

Francesca Stella Riva

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