Nightwish Imaginaerum

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A quattro anni dalla pubblicazione di “Dark Passion Play“, da considerarsi un mezzo passo falso, la nuova release dei Nightwish, “Imaginaerum“, era attesa con gran curiosità e, al tempo stesso, perplessità. Fortunatamente non c’è stata traccia di incertezza. “Imaginaerum” nasce come progetto che unisce cinema e musica in un’unica entità. Per poter vedere il film al

A quattro anni dalla pubblicazione di “Dark Passion Play“, da considerarsi un mezzo passo falso, la nuova release dei Nightwish,Imaginaerum“, era attesa con gran curiosità e, al tempo stesso, perplessità. Fortunatamente non c’è stata traccia di incertezza.

Imaginaerum” nasce come progetto che unisce cinema e musica in un’unica entità. Per poter vedere il film al cinema dobbiamo attendere il 2012, ma se il risultato è pari a quello del disco sarà sicuramente una bellissima pellicola. L’aggettivo più calzante per definire l’album in una parola sola sarebbe: sorprendente. Già in occasione del prelistening il lavoro si era presentato come versatile, complesso e maturo, ma la sua vera grandezza la raggiunge solo grazie a un maggior numero di ascolti. Innanzitutto Anette Olzon, che viveva nell’ombra a causa del paragone scomodo con Tarja Turunen, brilla di luce propria e ha tirato finalmente fuori tutto il suo potenziale. La sua voce, indiscutibilmente più pop rispetto alla precedente cantante, rivela sfumature inaspettate.  Se in “Turn Loose the Mermaids” è cristallina, in “Slow Love Slow” mostra un registro basso e suadente, da interprete jazz navigata. La Olzon ha acquisito una maggiore sicurezza e l’intero disco ne risente positivamente.

L’album si apre con “Taikatalvi”, una sorta di ninna nanna in lingua finlandese, cantata da Marco Hietala, che lascia ben presto spazio a “Storytime”, scelta non a caso per la sua orecchiabilità come primo singolo.  C’è spazio per diverse atmosfere, si passa dalla ballad al power per approdare all’inquietante “Scaretale”. Il capitolo più ambizioso della tracklist è senza dubbio “Song Of Me”, una mini-opera di tredici minuti suddivisa in quattro parti. Certamente suggestiva, l’unica pecca è l’eccessiva lunghezza ma è un dettaglio sul quale si può benissimo soprassedere. Ci sono numerosissimi arrangiamenti interessanti in ogni pezzo, è difficilissimo fare un track by track per scovare armonie più interessanti di altre, soprattutto a causa del vastissimo range musicale di cui si compone questa release.  Sarebbe come dover dire quale colore eliminare dall’arcobaleno, è impossibile.

“Imaginaerum” non è il tipico disco dei Nightwish, bensì un’esperienza a sé. Il motivo è presto detto: è sì la colonna sonora di un film che deve ancora uscire ma, in un certo senso, è come se fosse l’esemplificazione della vita degli esseri umani, ricca di fasi completamente diverse fra loro. In breve: non sappiamo quale strada prenderà in futuro la formazione finlandese, ma siamo coscienti che questo è un momento di svolta nella loro carriera e che, con questi presupposti, assisteremo ad uno sfavillante crescendo creativo.

Claudia Falzone

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