Nightwish Imaginaerum
Recensito da Redazione Outune il
05 dic 2011

“Imaginaerum” nasce come progetto che unisce cinema e musica in un’unica entità. Per poter vedere il film al cinema dobbiamo attendere il 2012, ma se il risultato è pari a quello del disco sarà sicuramente una bellissima pellicola. L’aggettivo più calzante per definire l’album in una parola sola sarebbe: sorprendente. Già in occasione del prelistening il lavoro si era presentato come versatile, complesso e maturo, ma la sua vera grandezza la raggiunge solo grazie a un maggior numero di ascolti. Innanzitutto Anette Olzon, che viveva nell’ombra a causa del paragone scomodo con Tarja Turunen, brilla di luce propria e ha tirato finalmente fuori tutto il suo potenziale. La sua voce, indiscutibilmente più pop rispetto alla precedente cantante, rivela sfumature inaspettate. Se in “Turn Loose the Mermaids” è cristallina, in “Slow Love Slow” mostra un registro basso e suadente, da interprete jazz navigata. La Olzon ha acquisito una maggiore sicurezza e l’intero disco ne risente positivamente.
L’album si apre con “Taikatalvi”, una sorta di ninna nanna in lingua finlandese, cantata da Marco Hietala, che lascia ben presto spazio a “Storytime”, scelta non a caso per la sua orecchiabilità come primo singolo. C’è spazio per diverse atmosfere, si passa dalla ballad al power per approdare all’inquietante “Scaretale”. Il capitolo più ambizioso della tracklist è senza dubbio “Song Of Me”, una mini-opera di tredici minuti suddivisa in quattro parti. Certamente suggestiva, l’unica pecca è l’eccessiva lunghezza ma è un dettaglio sul quale si può benissimo soprassedere. Ci sono numerosissimi arrangiamenti interessanti in ogni pezzo, è difficilissimo fare un track by track per scovare armonie più interessanti di altre, soprattutto a causa del vastissimo range musicale di cui si compone questa release. Sarebbe come dover dire quale colore eliminare dall’arcobaleno, è impossibile.
“Imaginaerum” non è il tipico disco dei Nightwish, bensì un’esperienza a sé. Il motivo è presto detto: è sì la colonna sonora di un film che deve ancora uscire ma, in un certo senso, è come se fosse l’esemplificazione della vita degli esseri umani, ricca di fasi completamente diverse fra loro. In breve: non sappiamo quale strada prenderà in futuro la formazione finlandese, ma siamo coscienti che questo è un momento di svolta nella loro carriera e che, con questi presupposti, assisteremo ad uno sfavillante crescendo creativo.
Claudia Falzone









