System Of A Down – Hypnotize

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Avevamo la bava alla bocca. Questo è il classico momento in cui ci si strozza con qualcosa, una spina di pesce, un salatino, un osso di pollo, un maccherone. “Mezmerize” ci aveva esaltati, rassicurandoci sulla buona salute dei System Of A Down e messo in un piacevole stato di attesa per la seconda parte dell’album.

Avevamo la bava alla bocca. Questo è il classico momento in cui ci si strozza con qualcosa, una spina di pesce, un salatino, un osso di pollo, un maccherone. “Mezmerize” ci aveva esaltati, rassicurandoci sulla buona salute dei System Of A Down e messo in un piacevole stato di attesa per la seconda parte dell’album. I giorni sono passati e ogni ascolto di “Mezmerize” aveva fatto aumentare l’appetito. E poi? E poi eccoci. Il primo slayeriano brano di “Hypnotize” mette le cose in chiaro: non sarà una passeggiata. Chi si aspettava un disco gemello al precedente resterà deluso, molto, “Hypnotize” è un passo ulteriore in avanti e in un certo senso potrebbe essere il disco “progressivo” (virgolette ad libitum) dei nostri e, credeteci o no, di carne al fuoco qui dentro ce n’è parecchia.
“Mezmerize” era un disco diretto, “Hypnotize” è più cerebrale, più studiato, più ricco, senza per questo rinunciare all’impatto. Anche in questo secondo capitolo non ci sono punti di debolezza, si va avanti, si spacca tutto e poi, forse, si aggiusta qualcosa.
In definitiva, l’ennesimo successo di una band in continua ascesa, per quanto ci riusciranno?

S.D.N.

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