Obake – Untitled

Obake Untitled Recensione /5
Cosa ha promesso Massimo Pupillo ad Eraldo Bernocchi per farlo entrare nelle fiamme dell’inferno e del metal? La sorella? Delle escort sataniche? Spaghetti cacio e pepe? Continuate voi sulle possibilità… Il compositore di fama internazionale e dedito alla sperimentazione elettronica si contorna sempre di ottimi musicisti per i suoi progetti. La sua entrata nell’ambiente degli invalicabili

Cosa ha promesso Massimo Pupillo ad Eraldo Bernocchi per farlo entrare nelle fiamme dell’inferno e del metal? La sorella? Delle escort sataniche? Spaghetti cacio e pepe? Continuate voi sulle possibilità…

Il compositore di fama internazionale e dedito alla sperimentazione elettronica si contorna sempre di ottimi musicisti per i suoi progetti. La sua entrata nell’ambiente degli invalicabili muri sonori noise avviene grazie alla chiamata alle armi di Massimo Pupillo degli Zu. Dietro alle pelli troviamo Balasz Pandi, già con Merzbow, ed entrato in pianta stabile proprio negli Zu. Un po’ come quando ti chiamano a giocare a calcio e tu porti un amico anche più forte, capace di mirabolanti prodezze. Chiude il quadretto Lorenzo Esposito Fornasari, vocalist e performer.

Un inizio grind e sludge tipo Neurosis, con growl vocale, pare disegnare un pachiderma che incede letargico e letale. Poi i brani si sciolgono in una liquidità ambient dub psichedelica comunque sempre carica di ombre scure e linee di basso pesanti. Gli orizzonti diventano spaziali e la voce si fa recitata e sommersa. Questo progetto artistico per Bernocchi  insolitamente pesante brilla per trasversalità, claustrofobia e sperimentazione, ancora una volta. Il mostro creato da queste quattro personalità è vincente e suggestivo.

Luca Freddi

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