[Post-core/Post-rock] Isis – Holy Tears (2008)

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Holy Tears (Album Version) – Not In Rivers, But In Drops (Melvins / Lustmord Remix) – Holy Tears (Live At The Continental Airlines Arena, E. Rutherford, NJ, 10/06/06) – Holy Tears Video (Directed By Dominic Hailstone) www.ipecac.comwww.isistheband.com Il nuovo lavoro degli Isis esce in due versioni: la prima in formato cd enhanced, contenente il video


Holy Tears (Album Version) – Not In Rivers, But In Drops (Melvins / Lustmord Remix) – Holy Tears (Live At The Continental Airlines Arena, E. Rutherford, NJ, 10/06/06) – Holy Tears Video (Directed By Dominic Hailstone)

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Il nuovo lavoro degli Isis esce in due versioni: la prima in formato cd enhanced, contenente il video della title – track, la seconda, quella per “collezionisti”, in vinile 12 pollici.
In casi come questo, si è soliti dire “solo per fan della band / gustoso antipasto in attesa del nuovo full / ecc.”; spiace ammetterlo, ma di fronte ai 21 minuti di “Holy Tears” tali frasi di circostanza non sono lecite, perché raramente si ha a che fare con uscite discografiche altrettanto inutili.

In questo mini – EP – singolo (non s’è capito bene cosa sia) non c’è davvero nulla che possa suscitare un minimo d’interesse in chicchessia: il video è facilmente visibile in rete, tra l’altro in modo assolutamente legale; i restanti tre pezzi non aggiungono né tolgono nulla a quanto già conosciamo di Aaron Turner e compagni, con l’aggravante che la qualità audio del brano suonato in sede live è deficitaria, e il remix di “Not In Rivers, But In Drops” è quanto di più scontato e piatto si possa pensare (altra cocente delusione, visto il calibro degli artisti tirati in ballo per quest’operazione).
D’accordo, gli Isis sono una grande band, che in passato ha composto capolavori del livello di “Oceanic” e “Panopticon”, in grado di fornire un grosso contributo al cosiddetto post – hardcore, ibridandolo con la psichedelia e lo sludge; in questo caso, però, il passato non c’interessa, e si deve avere il coraggio di giudicare quest’emissione per quello che è: ossia inutile, supponente e fastidiosa.

Sconsiglio l’acquisto di “Holy Tears” persino ai fan più accaniti della band; si tratta di un dischetto che merita soltanto di passare inosservato.

S.M.

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