[Post Metal] Psykup – We Love You All (2008)

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  [CD1] Color Me Blood Red – Birdy – The Choice Of Modern Men – En Vivre Libre Ou Mourir Part 1 – En Vivre Libre Ou Mourir Part 2 – Retroaction [CD2] La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Prologue) – La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Le Choix) – My Toy, My

 

[CD1] Color Me Blood Red – Birdy – The Choice Of Modern Men – En Vivre Libre Ou Mourir Part 1 – En Vivre Libre Ou Mourir Part 2 – Retroaction
[CD2] La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Prologue) – La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Le Choix) – My Toy, My Satan – La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Pile) – Here Comes The Waves – La Vie Dont Vous Etes Le Heros (Face)

http://psykupreflexion.free.fr/
http://www.season-of-mist.com

Penso di non aver mai fatto tanta fatica nel trovare le parole adatte a descrivere un disco. Ancora adesso, dopo parecchi ascolti alle spalle, continuo a rimanere piuttosto disorientato e, quel che è più grave, non ho ancora capito se l’album in questione mi piaccia oppure no.

Credo che queste poche righe introduttive siano un buon inizio per far comprendere al lettore quanto sia stimolante e fuori dagli schemi, ma anche cervellotico e a tratti indigeribile, il terzo lavoro del quintetto Francese: che, per confondere ancor di più le idee, ha pensato di far uscire questo “We Love You All” in due versioni, una doppia e l’altra, più condensata, su cd singolo.

Gli Psykup, è indubbio, hanno creato la loro opera più ambiziosa, un concentrato fonico all’interno del quale si trova tutto, ma proprio tutto: basterebbe l’ascolto di “Color Me Blood Red” per intuire che i Nostri hanno intenzione di sbalordirci con effetti speciali, di lasciarci spaesati e alla spasmodica ricerca di solidi riferimenti (che, manco a dirlo, sono totalmente assenti). In meno di dieci minuti vengono follemente frullate decine d’influenze diverse e disparate: partenza alla Strapping Young Lad, stacchi alla Dillinger Escape Plan, poi improvvisamente il ritmo cambia e s’inserisce una melodia che ricorda da vicinissimo i System Of A Down (così come il cantato), e nel giro di una manciata di secondi l’emicrania è alle porte. Il mal di testa aumenta progressivamente per tutta la durata del brano, il quale continua ad alternare senza soluzione di continuità pirotecnie alla Faith No More / Mr. Bungle, scream e clean vocals, thrash metal e hardcore, Dead Kennedys e Primus, math rock e fusion. Ce n’è abbastanza per non raccapezzarsi affatto. Il resto di “We Love You All” si muove sulle stesse coordinate, mescolando ulteriormente le carte, e, diciamolo, esagerando nelle citazioni: lenti ipnotici alla Neurosis, due canzoni hip hop cantate in madrelingua, ovvero “En Vivre Libre Ou Mourir” (il punto più basso dell’album), e ancora grindcore, cannonate death e liquidità tooliane, ecc.

Gli Psykup hanno talento, notevoli capacità tecniche e grandi ambizioni: vogliono sfondare, e potrebbero farlo. Ma per il momento la loro voglia di sbalordire è troppo accesa, tanto da far perdere loro il senso della misura e la coesione interna delle composizioni. In ogni caso, un disco interessante per chiunque si diletti di sperimentazione sonora e di ardue commistioni tra generi (penso in particolare ai fan degli appena sciolti Sikth).

Stefano Masnaghetti 

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