[Post Punk/Noise] A Place To Bury Strangers – …

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  [Post Punk/Noise] A Place To Bury Strangers – Exploding Head (2009) It Is Nothing – In Your Heart – Lost Feeling – Deadbeat – Keep Slipping Away – Ego Death – Smile When You Smile – Everything Always Goes Wrong – Exploding Head – I Lived My Life To Stand In The Shadow Of

 

[Post Punk/Noise] A Place To Bury Strangers – Exploding Head (2009)

It Is Nothing – In Your Heart – Lost Feeling – Deadbeat – Keep Slipping Away – Ego Death – Smile When You Smile – Everything Always Goes Wrong – Exploding Head – I Lived My Life To Stand In The Shadow Of Your Heart

www.aplacetoburystrangers.com
www.mute.com

C’è stata troppa fretta, da parte della critica, nell’etichettare A Place To Bury Strangers (d’ora in poi APTBS) quale gruppo clone di The Jesus And Mary Chains. Vero che il loro debutto aveva davvero molto a che spartire con la band del celeberrimo “Psychocandy”, ma s’intuiva chiaramente dell’altro. D’altra parte sul loro conto si è letto pure di peggio, fra sparate pubblicitarie – la band più rumorosa di New York, come se gli Unsane fossero un coro di voci bianche – e paragoni davvero azzardati – assimilarli ai My Bloody Valentine solo perché entrambi abusano di feedback e rumoracci assortiti è come dire che Segovia suona simile a Hendrix solo perché entrambi erano chitarristi.

“Exploding Head” va oltre tutto questo. Mette in chiaro che ormai APTBS non sono più dipendenti dalle intuizioni di Jesus And Mary Chains, anzi questi sono un’influenza fra le tante; mette in chiaro che il plumbeo universo metropolitano in cui si muovono i newyorkesi ha davvero nulla a che fare con l’idea di amore distorto e inacidito che era dei My Bloody Valentine; sopra a tutto, dimostra un’eccezionale crescita creativa del trio, che ora suona meno selvaggio e naif, ma più cupo e organizzato. In particolare, il nuovo album mostra quanto la band debba al post – punk degli Ottanta e a certe malsane ambientazioni della new – wave più ‘occulta’.

“Exploding Head” dà il suo meglio nelle prime canzoni, talmente azzeccate da rasentare livelli d’eccellenza: il noise quasi – brado di “It Is Nothing” è ancora legato allo stile del primo lavoro, ma già si nota un allargamento dell’orizzonte. Con “In Your Heart” e la sua scansione ritmica capiamo che i Big Black sono un altro importante tassello che va ad aggiungersi al citazionismo avanzato dei Nostri, e che le scorie del ‘mostro’ di Steve Albini infestavano già il brano precedente, non era un abbaglio. La darkwave straziata dal noise continua in “Lost Feeling”, protagonisti dei Joy Division che si ‘divertono’ con l’armamentario distorcente dei primi Sonic Youth. “Deadbeat” rappresenta una possibile collisione fra i Sister Of Mercy e il garage, e poi arriva il pezzo più incredibile dell’opera. Con “Keep Slipping Away” sono chiamati direttamente in causa i Depeche Mode, protagonisti di un quasi plagio – ascoltate la linea vocale – talmente bello da risultare irresistibile. In “Ego Death” finiscono per rivelarsi anche i Suicide, altra componente sotterranea di tutto l’album, in questo caso alle prese con gorghi psichedelici di chitarre in stato di agitazione.

La seconda parte di “Exploding Head” è più prevedibile e meno dirompente, ma il livello rimane molto alto. Nell’ambito del cosiddetto ‘post – punk revival’ è quasi impossibile fare meglio. Qua c’è tutto: le melodie notturne, le distorsioni, i giri di basso ipnotici, l’urlo delle chitarre imbrigliato nella forma – canzone, la batteria dall’incedere implacabile, la psichedelia corrotta. Imperdibile.

Stefano Masnaghetti

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