[Post Thrash – Metalcore] Lamb Of God – Sacrament (2006)

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Walk With Me In Hell – Again We Rise – Redneck – Pathetic – Foot To The Throat – Descending – Blacken The Cursed Sun – Forgotten (Lost Angels) – Requiem – More Time To Kill – Beating On Death’s Door www.lamb-of-god.comwww.epicrecords.com I Lamb Of God tornano sulle scene con una puntualità incredibile, che autorizza

Walk With Me In Hell – Again We Rise – Redneck – Pathetic – Foot To The Throat – Descending – Blacken The Cursed Sun – Forgotten (Lost Angels) – Requiem – More Time To Kill – Beating On Death’s Door

www.lamb-of-god.com
www.epicrecords.com

I Lamb Of God tornano sulle scene con una puntualità incredibile, che autorizza pensieri cattivi cattivi: sembra infatti che la Epic voglia a tutti i costi immettere sul mercato quanto più materiale possibile dei cinque, dato che il successo che caratterizza queste release è oramai assodato. Ecco quindi che molte cose, se non tutte, suonano come già sentite in precedenza. Tuttavia bisogna riconoscere alla compagine guidata dal tremendo ed eccellente growl di D. Randell Blythe dei meriti: sfondare negli States con l’heavy, senza puntare su chorus melodici e puliti, oppure sul crossover che ha reso celebri altri gruppi, è un gran punto positivo. L’alone dei Pantera è presenza quasi canonica, specialmente nell’interpretazione vocale e in alcune soluzioni ritmiche, i Lamb però sono riusciti a marchiare uno stile tutto sommato riconoscibile e con questo nuovo album confermano il proprio trademark, anche grazie a un gigantesco Chris Adler dietro le pelli e a riffs ben costruiti dalle due asce. L’inizio del disco non è di quelli che lasciano esterrefatti, i primi due pezzi costringono a qualche sbadiglio involontario, fortunatamente si cambia registro subito e il trio “Redneck”, “Pathetic” e “Foot To The Throat” chiariscono meglio la situazione. “Sacrament” non aggiunge e non toglie alcunché alla proposta della band, ci consegna un combo affermato e validissimo che probabilmente comincia a essere stanco benché non abbia certo voglia di staccare la spina adesso che è riuscito a ottenere un successo comunque meritato. Speriamo che i ragazzi si prendano una meritata pausetta e ritrovino l’ispirazione che li lanciò ai tempi di “As The Palace Burns”.

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