Glassjaw – Our Color Green
Recensito da Redazione Outune il
15 gen 2011

Siamo di fronte a dei brani comunque non del tutto inediti: “Stars” non è altro che una versione di “Star Above My Bed”, una delle prime canzoni composte dalla band, e “You Think You’re (John Fucking Lennon)” è stata proposta più volte dal vivo in passato. Due brani di alto livello, nei quali troviamo tutte le sfumature dei Glassjaw, e che potevano comparire tranquillamente sulle precedenti due release ufficiali del combo statunitense. Solo con le prime tre tracce potremo intuire che direzione prenderanno i Nostri nell’immediato futuro, e le premesse sono più che buone. “All Good Junkies Go To Heaven”, se non avesse partiture strumentali complesse e pesanti, sarebbe il pezzo pop del lotto, guidato da una linea vocale fantastica del frontman Daryl Palumbo. Su “Jesus Glue” invece salta fuori il lato più contaminato dei Glassjaw: ogni riferimento alle percussioni latine è puramente casuale. “Natural Born Farmer”, infine, è una vera e propria mazzata caratterizzata da un basso distorto molto presente; traccia, però, penalizzata da una produzione non all’altezza.
Una pubblicazione attesa (troppi i sei anni di distanza dal mini “El Mark”), che spiana la strada, assieme ad un EP con lo stesso titolo regalato ai fan che andranno alle loro imminenti date statunitensi, a quel “Coloring book” che sarà il titolo del nuovo disco, in pubblicazione quest’anno. Dopo una lunga pausa, accogliamo con gioia il ritorno dei Glassjaw, inizialmente sottovalutati e che, con il tempo, si sono guadagnati il titolo di una delle più rispettabili band posthardcore del Ventunesimo Secolo.
Nicola Lucchetta









