Glassjaw – Our Color Green

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Perché dare spazio ad un EP di cinque pezzi, peraltro già pubblicati nella seconda parte del 2010 nelle più svariate modalità (vedi “Stars”, diffuso come omaggio in una pizzeria del New Jersey per un periodo di tempo limitato)? Per un semplice motivo: “Our Color Green” è l’unica testimonianza digitale, quindi fruibile in tutto il mondo,

Perché dare spazio ad un EP di cinque pezzi, peraltro già pubblicati nella seconda parte del 2010 nelle più svariate modalità (vedi “Stars”, diffuso come omaggio in una pizzeria del New Jersey per un periodo di tempo limitato)? Per un semplice motivo: “Our Color Green” è l’unica testimonianza digitale, quindi fruibile in tutto il mondo, dei Glassjaw da un botto di tempo a questa parte.

Siamo di fronte a dei brani comunque non del tutto inediti: “Stars” non è altro che una versione di “Star Above My Bed”, una delle prime canzoni composte dalla band, e “You Think You’re (John Fucking Lennon)” è stata proposta più volte dal vivo in passato. Due brani di alto livello, nei quali troviamo tutte le sfumature dei Glassjaw, e che potevano comparire tranquillamente sulle precedenti due release ufficiali del combo statunitense. Solo con le prime tre tracce potremo intuire che direzione prenderanno i Nostri nell’immediato futuro, e le premesse sono più che buone. “All Good Junkies Go To Heaven”, se non avesse partiture strumentali complesse e pesanti, sarebbe il pezzo pop del lotto, guidato da una linea vocale fantastica del frontman Daryl Palumbo. Su “Jesus Glue” invece salta fuori il lato più contaminato dei Glassjaw: ogni riferimento alle percussioni latine è puramente casuale. “Natural Born Farmer”, infine, è una vera e propria mazzata caratterizzata da un basso distorto molto presente; traccia, però, penalizzata da una produzione non all’altezza.

Una pubblicazione attesa (troppi i sei anni di distanza dal mini “El Mark”), che spiana la strada, assieme ad un EP con lo stesso titolo regalato ai fan che andranno alle loro imminenti date statunitensi, a quel “Coloring book” che sarà il titolo del nuovo disco, in pubblicazione quest’anno. Dopo una lunga pausa, accogliamo con gioia il ritorno dei Glassjaw, inizialmente sottovalutati e che, con il tempo, si sono guadagnati il titolo di una delle più rispettabili band posthardcore del Ventunesimo Secolo.

Nicola Lucchetta

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