[Power Metal] Falconer – Among Beggars And …

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[Power Metal] Falconer – Among Beggars And Thieves (2008)   Field Of Sorrow  – Man Of The Hour  – A Beggar Hero  – Vargaskall  – Carnival Of Disgust  – Mountain Men  –  Viddernas Man  – Pale Light Of Silver Moon  – Boiling Led  – Skula Skorpa, Skalk  – Dreams And Pyres Sito Ufficiale della band

[Power Metal] Falconer – Among Beggars And Thieves (2008)
 
Field Of Sorrow  – Man Of The Hour  – A Beggar Hero  – Vargaskall  – Carnival Of Disgust  – Mountain Men  –  Viddernas Man  – Pale Light Of Silver Moon  – Boiling Led  – Skula Skorpa, Skalk  – Dreams And Pyres

Sito Ufficiale della band

 
Il sesto sigillo degli svedesi Falconer arriva a confermare un trademark costruito e rafforzato negli anni. Il delicato connubio tra power metal e suggestioni medioevali che aveva portato il combo scandinavo alla ribalta con l’omonimo debut album, datato 2001, si era lentamente perso nel tempo sino a diventare un limite nel quale incanalare la propria creatività musicale, forse anche alla luce dell’affermarsi di un genere che ha trovato forte riscontro. Trovata stabilità nella line-up il primo segnale forte che indicava il ritorno sulla retta via lo si trova in “Northwind” (2006) di cui questo “Among Beggars And Thieves” non può che essere considerato il naturale successore nella ritrovata vena artistica della band.

Che il mastermind Stefan Weinerhall abbia rispolverato il libro degli incantesimi lo si intuisce subito: pur utilizzando gli stessi preziosi ingredienti sembra che finalmente la miscela sia tornata a dar vita alla magia. Lo spumeggiante power metal melodico è sempre presente ed elemento portante della band la quale, però, cerca in ogni brano di inserire passaggi originali ed emozionanti anche grazie alla grande teatralità di un Mathias Blad mai così a suo agio su liriche dalla mille sfaccettature, sempre originali e che aiutano a dare il giusto tocco di imprevedibilità ai brani. Ad enfatizzate il tutto c’è anche una voce femminile che si affianca ai registri vocali di Mathias.
I brani in lingua svedese presenti sono ben tre (“Vargaskall”, “Viddernas Man” e “Skula Skorpa”) e devo ammettere che hanno successo nell’aumentare  le ricche suggestioni presenti nel platter.  
L’unico limite che mi sento di sottolineare è legato ad alcune melodie che, nella componente più marcatamente power del disco, tendono ad essere un po’ banali, ma che vengono fortunatamente interrotte da inserti folk ed articolate evoluzioni canore come ad esempio nell’opener “Field Of Sorrow” e nella eclettica “Mountain Men“.

Un disco ispirato, quindi, che oltre ad essere ottimamente suonato e prodotto è ricco di sorprese e di atmosfere. Un disco che ripresenta una band che non deve più temere scomodi paragoni, perché in fondo, per vivere le ambientazioni medioevali non è necessario parlare di epiche battaglie ed impavidi condottieri: si può cercare la stessa magia anche tra ladri e mendicanti.

Marco Ferrari

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