[Power Metal] Helloween – 7 Sinners (2010)

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http://www.helloween.org/http://www.sonymusic.it/ Quindicesimo disco in studio e 25 anni di onorata carriera. Gli Helloween sono universalmente riconosciuti come i creatori del power metal (anche se lo stesso Kai Hansen in una recente intervista ha dichiarato di non sapere cosa significhi “Power Metal”), sono sopravvissuti a svariati cambi di formazione, hanno annoverato fra le loro fila alcuni



http://www.helloween.org/
http://www.sonymusic.it/

Quindicesimo disco in studio e 25 anni di onorata carriera. Gli Helloween sono universalmente riconosciuti come i creatori del power metal (anche se lo stesso Kai Hansen in una recente intervista ha dichiarato di non sapere cosa significhi “Power Metal”), sono sopravvissuti a svariati cambi di formazione, hanno annoverato fra le loro fila alcuni dei musicisti più importanti di tutti i tempi della scena Metal, hanno una macchia nera nella loro storia, che corrisponde al lutto per il suicidio del loro batterista storico Ingo Schwichtenberg, e, in tutto questo, hanno il pregio non indifferente di essere stati capaci di far evolvere costantemente il loro sound, senza rimanere intrappolati nei suoni dei due “Keepers of the Seven Keys”.

Con l’arrivo di Andi Deris ai microfoni il suono delle zucche di Amburgo si è fatto via via più cupo, toccando il suo apice nel disco del 2000: “The Dark Ride”. Poi altre evoluzioni, ritorno a suoni più “happy” e l’operazione nostalgia di Keepers 3. Ma il lato oscuro delle zucche era sempre lì, in attesa del momento propizio per tornare allo scoperto. Ed è con questo “7 Sinners” che ha deciso di fare di nuovo capolino.

Stiamo parlando proprio del nuovo e attesissimo disco degli Helloween, un lavoro pesante come un macigno, oscuro come il già citato “The Dark Ride”, che mette in mostra le capacità tecniche dei recenti acquisti della band (se ancora fosse necessario dimostrare che sono musicisti all’altezza del ruolo che ricoprono), e che non lascia tregua all’ascoltatore. Poco meno di sessanta minuti di assalto sonoro ai limiti dello speed metal, con pochissimi accenni al power metal goliardico che fece la fortuna del gruppo anni or sono, e con una compagine decisamente ispirata e in palla.

Anche Deris, è autore di una prova di classe non indifferente, e interpreta in maniera assolutamente convincente tutti i 13 pezzi che compongono la release, la quale vede i suoi punti di forza in brani come “Where The Sinners Go”, nel discreto singolo “Are You Metal?”, in “Who’s Mr Madman”, in cui il complesso si autocita, usando come intro la melodia della vecchia “Perfect Gentleman”, in “The Sage, The Fool, The Sinner”, dotata di un ritornello che si conficca in testa da subito per poi non uscirne più, e in “If A Mountain Could Talk”.

Da citare anche un episodio invece non particolarmente riuscito; si tratta della ballad “The Smile Of The Sun”, discreta nella sua composizione, ma che ricorda un po’ troppo “If I Could Fly”. Infatti, se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, ci sarebbe da dire che, sebbene il qui presente sia comunque un gran disco, forse nel suo insieme s’avvicina fin troppo proprio a “The Dark Ride”.

Tuttavia, a parte questo piccolo difetto, per il resto “7 Sinners” è senz’altro da avere, da ascoltare, e da apprezzare nelle sue molteplici e oscure sfaccettature.

Corrado Riva

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