[Prog/Thrash Metal] Eldritch – Blackeneday (2007)

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Silent Flame – The Deep Sleep – The Blackened Day – Why? – Black Rain – Broken Road – Rumors – Frozen – The Child That Never Smiles – The Fire – Shallow Water Flood – Never Dawn www.eldritchweb.comhttp://www.limb-music.de/cgi-bin/limb.cgi Gli Eldritch si ripresentano dopo un anno sulla scena con “Blackeneday”. Il nuovo album è meno


Silent Flame – The Deep Sleep – The Blackened Day – Why? – Black Rain – Broken Road – Rumors – Frozen – The Child That Never Smiles – The Fire – Shallow Water Flood – Never Dawn

www.eldritchweb.com
http://www.limb-music.de/cgi-bin/limb.cgi

Gli Eldritch si ripresentano dopo un anno sulla scena con “Blackeneday”. Il nuovo album è meno veloce del precedente (e per chi scrive strepitoso “Neighbourhell”), più concentrato su atmosfere plumbee e pessimistiche, non per questo mancano gli episodi pestati ma l’attenzione è stata posta ancor maggiormente sulla melodicità dei refrain e sull’immediatezza dei brani.

La partenza del platter è di classe, i primi pezzi viaggiano spediti: l’opener ci ricorda il lavoro del 2006, mettendo già in mostra qualche elemento nuovo, che trova conferma nella successiva “The Deep Sleep” e nella cadenzata title track. “Why?” e “Black Rain” thrasheggiano senza soste, mentre “Broken Road” fa sbadigliare un po’ troppo, nonostante la collaborazione di Ray Alder e di Nicholas Van Dyk.

Ci riprendiamo subito con “Rumors”, uno degli episodi più ‘prog’ del lotto insieme a “The Child That Never Smiles”, e “Seven Tongues Of God” dei Nevermore…ok, con “Frozen”, che ricorda molto da vicino, ritornello escluso, il brano capolavoro di “Politics Of Ecstasy” degli americani di cui sopra. Le ultime canzoni non resteranno nella storia del gruppo Toscano, segnaliamo comunque tra le tre l’accattivante e ben costruita “Shallow Water Flood”.

In definitiva un buon lavoro, con qualche effettivo momento sottotono perdonabile, difficilmente Holler e compagni deludono. Gli Eldritch si confermano una realtà in crescita costante, un nuovo disco a un anno di distanza dal precedente può significare diverse cose: ipercreatività, eccesso di materiale, pressioni discografiche, momento buono per insistere. Possono starci tutti ma siamo certi che l’ultimo sia il più credibile, nonché quello che auguriamo di cuore a una band che merita i successi ottenuti e quelli che verranno. Pollice su.

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