[Psych – Space Rock] Psychic Ills – Mirror Eye

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  [Psych – Space Rock] Psychic Ills – Mirror Eye (2009) Mantis – Meta – Sub Synth – Eyes Closed – I Take You As My Wife Again – Fingernail Tea – The Way Of – Go To The Radio http://www.myspace.com/psychicillshttp://www.thesocialregistry.comPrendete le sonorità di gruppi quali Amon Düül II, Pink Floyd, Hawkwind, Agitation Free e,

 

[Psych – Space Rock] Psychic Ills – Mirror Eye (2009)

Mantis – Meta – Sub Synth – Eyes Closed – I Take You As My Wife Again – Fingernail Tea – The Way Of – Go To The Radio

http://www.myspace.com/psychicills
http://www.thesocialregistry.com

Prendete le sonorità di gruppi quali Amon Düül II, Pink Floyd, Hawkwind, Agitation Free e, perché no, dei loro moderni epigoni Acid Mothers Temple, Bardo Pond e Ozric Tentacles; mescolatene quindi le varie componenti, facendo però attenzione ad escludere gli episodi più agitati e violenti, privilegiando soltanto le sfumature più dolci, ipnotiche e soffuse della psichedelia e dello space rock; non dimenticate di amalgamare il tutto con abbondanti dosi di percussioni etniche e timbriche orientali: se il processo è stato condotto con l’adeguata cura e precisione, avrete ottenuto “Mirror Eye”, secondo disco dei newyorkesi Psychic Ills.

Pregi e difetti dell’album sono interamente racchiusi in questa particolare concezione della musica: statica, fluttuante, eterea, percorsa da tappeti elettronici intessuti di “drones” cosmici, impreziosita da voci filtrate e da frequenti sussulti di sitar, refrattaria a qualsiasi asperità ed a qualunque eruzione sonora. Si potrebbe parlare di trip lisergico, non fosse che il viaggio propriamente detto, in realtà, non inizia mai: per tutti i 43 minuti di durata si continua a veleggiare in una sorta di limbo, senza giungere da nessuna parte. I sibili della breve “Sub Synth” potrebbero fungere da perfetto incipit di una cavalcata interstellare a là Hawkwind, ma non sfociano in nulla. Stesso discorso può esser fatto per le più lunghe “Mantis” e “I Take You As My Wife Again”: dilatazioni mantriche che si perdono a metà strada fra l’India e Alfa Centauri, vorticando inesauste nel cosmo. In questo senso, ancor più rivelativa della particolare idea che gli Psychic Ills coltivano dell’acid rock è “Fingernail Tea”, lenta esplorazione mentale che nega se stessa, cristallizzata in un’estenuante e plumbea fissità meditativa.

Mancando quasi completamente le variazioni (melodiche, armoniche, timbriche, ecc.), la riuscita di “Mirror Eye” poggia esclusivamente sull’atmosfera che è in grado di creare: ossia un permanente stato di trance mistica, raggiunto attraverso un’incessante scrutarsi dell’io all’interno di se stesso (il titolo potrebbe essere letto come una metafora di questo processo). Un disco dal grande fascino, adatto però a pochi e da ascoltare in occasioni particolari. Questo è quello che gli Psychic Ills sono in grado di offrire, prendere o lasciare.

Stefano Masnaghetti

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