[Psychedelic Stoner] King Bong – How I Learned …

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  [Psychedelic Stoner] King Bong – How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong (2009) Wake And Bake – One Riff To Rule Them All – Zomblues – All The Pretty Horses http://www.myspace.com/kingbongofficial I King Bong sono un trio strumentale milanese d’eccezione, nonostante questo sia il loro primo disco e sia interamente autoprodotto.

 

[Psychedelic Stoner] King Bong – How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong (2009)

Wake And Bake – One Riff To Rule Them All – Zomblues – All The Pretty Horses

http://www.myspace.com/kingbongofficial

I King Bong sono un trio strumentale milanese d’eccezione, nonostante questo sia il loro primo disco e sia interamente autoprodotto. Vi basti pensare che le tre lunghe jam contenute in “How I Learned…” (“Zomblues” è solo un buffo intermezzo di 4 minuti) sono tutte state registrate in presa diretta, con un solo take e in una sola sessione. Questo per presentare una band che sa cosa vuol dire improvvisare senza mai perdere il filo del discorso musicale.

Nome del gruppo e titolo potrebbero suggerire qualcosa di estremamente grezzo e ignorante. Non è così. La loro miscela di stoner, dilatazioni acide, cascami doom, ruvidezze sludge ed echi southern è realizzata con cura e gusto, fantasia e ottima scelta delle ripartenze, cosicché i King Bong sanno tratteggiare paesaggi rarefatti e, un attimo dopo, tramortire con precise detonazioni foniche mai fini a se stesse. “Wake And Bake” inizia lenta, fra squarci desertici e visioni che sanno di mescalina, poi sempre lentamente cresce fino ad esplodere alla maniera degli Ufomammut; il resto è un perfetto gioco di distensioni e ispessimenti che citano Kyuss e Black Sabbath, squarciato da distorsioni garage blues della chitarra, mentre la sezione ritmica macina una sorta di funk imbevuto di psichedelia. Il capolavoro dell’album, nonché il brano più lungo (19 minuti) e strutturato. Il senso della successiva “One Riff To Rule Them All” è tutto nel titolo: sviluppo di un macroriff ipersaturo, ottenuto tramite un monumentale crescendo. “Zomblues” serve semplicemente ad allentare la tensione, mentre la più veloce “All The Pretty Horses” ricorda gli esperimenti di stoner strumentale dei Karma To Burn e chiude degnamente il cd.

Volendo essere pignoli si potrebbe criticare una parziale mancanza di coesione strutturale nei singoli brani. Ma il fatto che si tratti di jam quasi totalmente improvvisate fa chiudere entrambi gli occhi su questo piccolo difetto. L’ottima produzione e l’eccellente abilità tecnica dei tre musicisti in questione fanno di “How I Learned…” un lavoro di alto livello, ulteriormente impreziosito dal suo carattere di opera prima, privo per di più di qualsiasi appiglio vocale. Potete scaricarlo gratuitamente dal loro myspace, e sono sicuro che appena ascoltato lo ordinerete immediatamente. Riuscirete a stonarvi senza l’ausilio di sostanze psicotrope.

Stefano Masnaghetti

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