SKW – Signs

Skw Signs 4/5
Un ottimo ritorno da parte di uno dei nomi storici del crossover italiano, "Signs" segna la maturazione definitiva dei SKW.

SKW, tre lettere che racchiudono la storia di una dirompente band italiana, attiva sulle scene dal lontano 1989 a nome Skywalker, stessa line-up dal 1996, primo EP datato 1997 (anno del cambio di moniker), tre dischi alle spalle, tour italiani ed europei insieme a nomi di assoluto prestigio del panorama del rock più duro. Nel 2014 i quattro formidabili musicisti siglano un accordo con Bagana per il quarto discoSigns”, un lavoro eccellente, composto da 10 brani perfetti, compatti ed aggressivi.

Fatta eccezione per la superlativa cover di “Red Sector A” dei Rush (non si esce incolumi da un pezzo del genere a meno di avere classe da vendere, valutate voi se i SKW non ne hanno), e il (quasi) lento “Never So Close” (american rock al 200%), le restanti 8 tracce sono una fucilata dietro l’altra. Riff di cemento armato sui quali schiantarvi a folle velocità, una sezione ritmica precisa e letale, e una voce che incazzata e graffiante vi ribalterà come calzini; questi i semplici ingredienti che rendono “Signs” una gemma grezza di valore inestimabile. Non cito titoli per il semplice fatto che sarebbero da nominare tutti i brani, quindi sta a voi andare a scoprire l’intero album.

Sarebbe un insulto alla buona musica ignorare l’esistenza di questo gruppo e non dare una possibilità ad un lavoro realizzato in maniera così perfetta, quindi avanti, cacciate 9,90 € e fate vostro il platter; non ne rimarrete delusi, ve lo garantisco.


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