[Sludge-Core] Mistress – The Glory Bitches Of Doghead (2007)

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The Glory Bitches Of Doghead – A Godless Drunken Wreck – Cheyne Stoking – The Grimdown – Kunt – Sleep – Just Kill Yourself – Do You Love The Way I Love You – Mistress – 31. 6. 7 Drown It www.myspace.com/mistress666 www.feto-records.com Sempre più core, sempre meno sludge: si potrebbe sintetizzare così il nuovo


The Glory Bitches Of Doghead – A Godless Drunken Wreck – Cheyne Stoking – The Grimdown – Kunt – Sleep – Just Kill Yourself – Do You Love The Way I Love You – Mistress – 31. 6. 7 Drown It

www.myspace.com/mistress666
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Sempre più core, sempre meno sludge: si potrebbe sintetizzare così il nuovo disco dei Mistress, una delle realtà più interessanti del metal estremo nate negli ultimi cinque anni.

Partiti come side project degli Anaal Nathrakh, nel 2002 il loro debut album era stato salutato come un vero e proprio capolavoro di sludge moderno, un ibrido spaventoso tra la melma sonora di band del calibro di Crowbar, Eyehategod, Bongzilla, e la violenza belluina del grindcore di scuola Napalm Death: esperimento molto simile, del resto, a quanto stavano facendo i loro compatrioti Raging Speedhorn nello stesso periodo. Adesso, dopo un paio di platter discreti ma fondamentalmente di transizione, “The Glory Bitches Of Doghead” riesce nell’impresa di portare i Mistress ad un nuovo grado di eccellenza. Il quadro di riferimento è mutato, molti pezzi sembrano essere un incrocio tra il crust dei Discharge e il grind – death dei Terrorizer, più qualche riff gelido e black orientend preso a prestito dagli stessi Anaal Nathrakh (cfr. la velocissima “Kunt”). Tuttavia, i rallentamenti e gli slow tempo claustrofobici non sono spariti del tutto, come dimostra il pezzo più significativo del disco, la frastornante “A Godless Drunken Wreck”: scream belluini su di un tappeto sonoro death – doom detonato nel modo più apocalittico possibile. Probabilmente certe suggestioni del passato non torneranno più, ma quel che conta sono i 47 minuti di calci in bocca ininterrotti che fanno di quest’album uno degli appuntamenti imprescindibili del 2007 per chi ascolta musica realmente deviante e malata, non il fighettume spacciato come “new extreme metal” dell’ennesimo, insopportabile gruppo metalcore.

Buy or die!

S.M.

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