[Southern Metal] Hellyeah – Stampede (2010)

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http://www.hellyeahband.com/http://www.spinefarmrecords.fi/ Un disco redneck e “americano”, come ci si può solamente aspettare vedendo i tori imbufaliti immortalati in copertina: con questo “Stampede” gli Hellyeah confermano la loro attitudine sudista, con della musica guidata da dei riff compressi e southern e dal groove della batteria di Vinnie Paul, in una performance un po’ standard rispetto a

http://www.hellyeahband.com/
http://www.spinefarmrecords.fi/

Un disco redneck e “americano”, come ci si può solamente aspettare vedendo i tori imbufaliti immortalati in copertina: con questo “Stampede” gli Hellyeah confermano la loro attitudine sudista, con della musica guidata da dei riff compressi e southern e dal groove della batteria di Vinnie Paul, in una performance un po’ standard rispetto a quanto proposto con i Pantera.

La musica degli Hellyeah è la metallizzazione dell’ideale di vita che traspare da telefilm come Dukes of Hazzard o video come quello di “American badass” di Kid Rock: bandiera sudista, donnine svestite (e “Pole rider”, a riguardo, è un tributo fin troppo palese), birra e superalcolici (meglio Jack Daniels) e tamarraggine a go go. Musicalmente il disco propone undici pezzi cuciti su misura per il mercato americano (“Hell of a time” è perfetta da ascoltare in heavy rotation percorrendo la Route 66) con una sola ballad, “Better man”, a smorzare i toni di un lavoro che, dall’inizio alla fine, punta praticamente sul solo impatto. Non a caso, “Stampede” ha debuttato altissimo in Billboard ma, nel Vecchio Continente, ha ottenuto un seguito limitato ai fan nostalgici dei Pantera che, in ogni caso, non verranno mai citati e non saranno l’unica ispirazione della band.

Un buon progetto “for fun”: dal punto di vista artistico una band altamente trascurabile, ma il divertimento che gli Hellyeah possono dare all’ascoltatore è secondo a ben pochi act. Da ascoltare a volumi esagerati, durante un barbecue party in piscina con tante donzelle e un tasso alcolico oltre il limite di guardia.

Nicola Lucchetta

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