[Stoner – Doom] Om – Conference Of The Birds (2006)

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At Giza – Flight Of The Eagle www.holymountain.comwww.omvibratory.com Prologo: gli Om sono un duo di illustri natali, nientemeno che la ex sezione ritmica dei seminali Sleep, rispettivamente Chris Hakius alle pelli e Al Cisneros al basso e alla voce. Premessa fondamentale, se si vuole capire da dove deriva la loro concezione mantrica della musica. Infatti,

At Giza – Flight Of The Eagle

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Prologo: gli Om sono un duo di illustri natali, nientemeno che la ex sezione ritmica dei seminali Sleep, rispettivamente Chris Hakius alle pelli e Al Cisneros al basso e alla voce. Premessa fondamentale, se si vuole capire da dove deriva la loro concezione mantrica della musica. Infatti, mentre l’altro ex Sleep Matt Pike, con i suoi High On Fire, ha operato una netta svolta stilistica rispetto al suono della band madre, gli Om continuano imperterriti a percorrere la via della dilatazione pura, dello stoner più “fumato” e corrosivo, ammantando la loro musica di mistica orientale (il nome evidentemente non è casuale) e di reiterazioni sfiancanti di singoli riff, che potrebbero virtualmente durare all’infinito. Questo “Conference Of The Birds” segue il debutto “Variations On A Theme”, e purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) non se ne discosta minimamente, tranne che nella durata leggermente inferiore (due pezzi invece di tre, per poco più di mezz’ora di musica). Il platter precedente era un’elevazione al cubo dei principi ispiratori di “Jerusalem”, capolavoro insuperato degli Sleep: ovvero estasi trascendente trasposta in spire sonore che avanzano lentamente e inesorabilmente, come fossero miraggi di processioni osservate nella luce abbacinante del deserto. Le stesse, identiche parole si possono utilizzare anche per “Conference Of The Birds”, talmente simile in ogni sua sfumatura al predecessore che è lecito pensare siano entrambi frutto delle stesse sessioni di registrazione. La qualità compositiva rimane piuttosto alta, continua a mancare la chitarra e continua a non sentirsi la sua mancanza, data l’abilità di Cisneros a costruire un possente wall of sound con il solo ausilio del basso, le linee vocali hanno ancora una volta l’aspetto di nenie ieratiche, composte sotto l’influsso dei più svariati tipi di sostanze psicotrope, e così facendo gli Om riescono a non deludere chi li apprezza. Tuttavia questo immobilismo pressoché totale si rivela un’arma a doppio taglio, perché non vedo come possa proseguire la loro carriera senza un minimo di evoluzione e di dinamismo sonoro.

S.M.

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