[Stoner Metal] Bison BC – Dark Ages (2010)

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  www.myspace.com/bisoneastvanwww.metalblade.com Secondo disco per i Bison BC, provenienti da Vancouver e interamente devoti a quel tipo di stoner metal epico e frequentemente accelerato che oggi va per la maggiore al di là dell’oceano. Il quartetto si era già fatto conoscere due anni fa con il debut “Quiet Earth”, ma non aveva abbagliato: si trattava

 

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Secondo disco per i Bison BC, provenienti da Vancouver e interamente devoti a quel tipo di stoner metal epico e frequentemente accelerato che oggi va per la maggiore al di là dell’oceano. Il quartetto si era già fatto conoscere due anni fa con il debut “Quiet Earth”, ma non aveva abbagliato: si trattava di un lavoro troppo legato ai Mastodon di “Leviathan”, dal quale prendeva la carica propulsiva e le soluzioni più roboanti, eliminando però le parti più tecniche e intricate, soprattutto sul versante dei pattern di batteria, e finendo così per somigliare a un surrogato povero d’inventiva del sopraddetto. Nonostante questo, la direzione sembrava quella giusta e tutti si aspettavano che la band canadese progredisse già dall’opera successiva.

Cosa che si è puntualmente verificata. “Dark Ages”, infatti, pur rimanendo ancorato a quel tipo di suono che i Mastodon, più di tutti, hanno contribuito a forgiare, dimostra più personalità e si premura di trovare sbocchi diversi e maggiormente incisivi per il prosieguo della carriera dei Bison AC, incrementando i cambi di tempo e le contrapposizioni d’atmosfera e suonando più ricco e articolato. I sette brani che compongono il disco persistono nell’adorazione dell’opera omnia dei quattro di Atlanta, ma i diversivi vengono sfruttati meglio.

E allora gli otto minuti del singolo “Stressed Elephant”, dopo l’incipit affidato a ottoni in odore di Neurosis, si distendono attraverso pesantezze stoner, accelerazioni thrash di marca High On Fire e momenti sludge che mostrano attinenze con i Black Cobra, fino a spegnersi nella coda acustica. “Fear Cave” si divide nettamente in truce doom metal e furiose propulsioni hardcore, prima che i due stili si fondano in un altro numero alla High On Fire e tutto sprofondi nell’empito noise finale. “Melody, This Is For You” comincia con un basso slabbrato che richiama gli Sleep, sviluppandosi poi alla maniera dei Baroness. “Two – Day Booze” mischia riff NWOBHM, stoner e doom classico, “Die Of Devotion” è uno strano ibrido fra Mastodon e Doomriders, mentre “Take The Next Exit” si mostra molto vicina al thrash metal. Chiude l’album “Wendigo Pt. 3 (Let Him Burn)”, schiacciasassi sonico che chiude “Dark Ages” e sintetizza quello che i Bison BC vogliono offrire al loro pubblico: nient’altro che pesantissimo heavy metal contemporaneo, dai toni epici e battaglieri, il quale raggiunge il suo scopo attraverso un melange stilistico che chiama in causa tutti i generi qui citati, senza che nessuno prenda il sopravvento sull’altro. Un grosso passo in avanti rispetto al predecessore, per una band solida e in netta crescita.

Stefano Masnaghetti

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