[Symphonic Metal] Nightwish – Dark Passion Play (2007)

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The Poet And The Pendulum – Bye Bye Beautiful – Amaranth – Cadence Of Her Last Breath – Master Passion Greed – Eva – Sahara – Whoever Brings The Night – For The Heart I Once Had – The Islander – Last Of The Wilds – Seven Days Of The Wolves – Meadows Of Heaven


The Poet And The Pendulum – Bye Bye Beautiful – Amaranth – Cadence Of Her Last Breath – Master Passion Greed – Eva – Sahara – Whoever Brings The Night – For The Heart I Once Had – The Islander – Last Of The Wilds – Seven Days Of The Wolves – Meadows Of Heaven

http://www.nightwish.com
http://www.nuclearblast.de/

Dopo la simpatica telenovela metal della bella cantante silurata perché pensava troppo al marito e agli affari suoi, ritornano più sinfonici che mai i finlandesi Nightwish, ora conciati come i Pirati dei Caraibi.
La svedese Anette Olzon quindi prende il posto di Tarja Turunen, risultando una semplice sostituta ma infilandosi molto bene in quella che è la direzione attuale della band. La pur gradevole Anette infatti ha una voce graziosa, l’ascoltatore occasionale forse non noterà nemmeno la differenza, ma impallidisce rispetto alla potenza e all’espressività di Tarja. D’altra parte però, come nel precedente Once (2004), la band ha chiaramente deciso di spostarsi verso una forma più ‘rock’, praticamente abbandonando lo stile di canto da opera. Anette ce la mette tutta per occupare questo posto importante ma appena rimane sola (come in ‘Eva’) si capisce chi tra le due ha studiato.

Detto questo, c’è dentro tutto quello che renderà felici gli amanti del genere, a partire dall’adorabile singolo ‘Amaranth’. La band si sente abbastanza sicura di sé per piazzare in apertura i 14 minuti di ‘The Poet And The Pendulum’ che però, pur avendo un inizio notevole, va un po’ a perdere il filo. Poi non mancano certamente maestose orchestrazioni unite a strumenti elettrici al massimo della produzione tamarra. Sotto questo punto di vista la band ha speso bene i propri soldi per poter ottenere un sound davvero da colonna sonora cinematografica.
Sono sempre più presenti le parti di metal tirato come ‘Master Passion Greed’ (sicuramente il loro pezzo più pesante), i flirt col techno metal di ‘Bye Bye Beautiful’ e ancora più spazio alla seconda voce del bassista, che si prende due pezzi interi, tra cui la folk ‘The Islander’. A conti fatti, i Nightwish hanno tanta voglia di fare, l’ora e passa di musica qui presente lo testimonia, hanno cementato il loro genere e ora ci danno dentro. Molta della magia dei dischi fino a Wishmaster (2000) è svanita assieme alla classe di Tarja, ma è indubbio che sia rimasta una band professionale e capace di portare alla masse un genere che di cui loro sono stati tra i fondatori.

M.B.

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