The Cruels – Infesto EP

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Buone nuove dall’Italia. I Cruels sono un trio di ventenni da Lucca, e nonostante la loro giovane età i ragazzi sanno perfettamente quello che vogliono suonare. Ossia noise – punk volutamente furioso e ‘scassone’, ricco di distorsioni, riverberi, feedback e dalle vocals lacerate e urlate. “Infesto EP” consta di sei pezzi e dura neppure un

Buone nuove dall’Italia. I Cruels sono un trio di ventenni da Lucca, e nonostante la loro giovane età i ragazzi sanno perfettamente quello che vogliono suonare. Ossia noise – punk volutamente furioso e ‘scassone’, ricco di distorsioni, riverberi, feedback e dalle vocals lacerate e urlate.

Infesto EP” consta di sei pezzi e dura neppure un quarto d’ora. A ben guardare, tale brevità è il suo unico vero e proprio difetto. Perché la qualità è quasi sempre elevata, e nel complesso il lavoro richiama piacevolmente alla memoria i clangori che si alzavano dai garage statunitensi a cavallo fra anni Ottanta e Novanta. Loro dicono di essersi ispirati in primo luogo ai Sonic Youth, e questo è indubbiamente vero. Tuttavia è come se il gruppo di Thurston Moore fosse risuonato dai Nirvana o, se vogliamo guardare più indietro, dai Flipper: un pezzo come “I’m A Big Machine” potrebbe essere uscito dalle sessioni di “Bleach” o di “Incesticide”. C’è però anche dell’altro; in “Eco” emergono sentori di garage rock risciacquato nell’acido degno dei primi Mudhoney, “Yes, We Are” deflagra il primo hardcore americano tramite cori sguaiati, mentre “Nola” lascia intravedere scampoli di suono shoegaze. Chiude la title – track, che richiama i motivi principali dell’opera in un profluvio di dissonanze. A fine ascolto potrebbe sfiorarci l’idea di essere stati travolti da una versione cento volte più pesante e ‘cattiva’ dei primi Verdena, salvo il fatto che i Cruels cantano in inglese. Dei sei brani, l’unico davvero non a fuoco è l’apripista “Impulse”, sorta di intro giocata sull’elettronica che c’azzecca davvero poco con il resto del cd. Il bilancio finale è quindi più che positivo, considerando anche che si tratta della loro prima uscita discografica.

Mini – debutto molto interessante quindi, li attendiamo al varco del primo album.

Stefano Masnaghetti

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