[Thrash Metal] Holy Moses – Agony of Death (2008)

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  Imagination – Alienation – World in Darkness – Bloodbound of the Damned – Pseudohalluzination – Angels in  War – Schizophrenia – Dissociative Disorder – The Cave (Paramnesia) – Delusional Denial Sito ufficiale della bandSito etichetta discografica Nuova uscita per gli immarcescibili Holy Moses, capitanati come sempre dalla carismatica Sabina Classen.  La band di Aquisgrana

 

Imagination – Alienation – World in Darkness – Bloodbound of the Damned – Pseudohalluzination – Angels in  War – Schizophrenia – Dissociative Disorder – The Cave (Paramnesia) – Delusional Denial

Sito ufficiale della band
Sito etichetta discografica

Nuova uscita per gli immarcescibili Holy Moses, capitanati come sempre dalla carismatica Sabina Classen.  La band di Aquisgrana è contemporanea ai soliti grandi nomi del thrash di stampo teutonico, quali Kreator,  Sodom e Destruction, ma non è mai riuscita ad assurgere allo stesso livello di notorietà. Sebbene abbiano  partecipato alla creazione dell’allora nascente scena tedesca, gli Holy Moses, ai tempi fondati  dall’ex-marito della Classen e ora produttore di fama Andy Classen, sono rimasti confinati tra i nomi  dell’ondata dei second comers come Death Row, Exumer, Mekong Delta e Assassin.

Ancora oggi, nonostante abbiano sulle spalle una discografia di un certo spessore, tra cui spiccano  piccole perle come Finished With Dogs e The New Machine of Liechtenstein, probabilmente hanno raccolto  meno di quanto seminato nella loro ultraventennale carriera, contando anche le uscite sotto il monicker  Temple of The Absurd. Segno distintivo degli Holy Moses è da sempre la possente voce della Classen, in  grado di dare dei punti alla maggior parte dei cantanti in ambito metallo estremo, ascoltare per credere.

Agony of Death persegue fino in fondo gli stilemi tipici della band e del thrash metal germanico, non si  sposta di un millimetro, il tutto è ben suonato, ben prodotto e gode della collaborazione di una pletora  di personaggi del calibro di Schmier dei Destruction, di Karlos Medina degli Agent Steel, di Trevor Peres  e soprattutto di Ralph Santolla degli Obituary, e molti altri. Agony of Death è serrato, coinvolgente,  emana quel feeling, che porta inconsapevolmente l’ascoltatore a ondeggiare la testa per fare headbanging.

World In Darkness, Bloodbound of the Damned, Pseudohalluzination, Dissociative Desorder, Delusion Denial  sono pezzi che spaccano di brutto e non è difficile immaginare il loro effetto in sede live. Gli altri  episodi dell’album, come Angels In War e Schizophrenia mantengono alta la tensione, la prova vocale di  Frau Sabina è da considerarsi quasi inumana per una donna, non si risparmia in nessun passaggio. Ottimo  anche il drumming dell’esperto Atomic Steif. Agony of Death è una piacevole sorpresa, pura linfa vitale  per i thrashers incalliti e gli amanti del genere. Per tutti gli altri, sicuramente un buon motivo per  scoprire una delle band più sottovalutate del panorama thrash tedesco ed europeo.

Mario Munaretto

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