[Thrash Metal] Sylosis – Conclusion Of An Age

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Desolate Seas – After Lifeless Years – Blackest Skyline – Transcendence – Reflection Through Fire – Conclusion Of An Age – Swallow The World – Teras – Withered – Last Remaining Light – Stained Humanity – Oath Of Silence MySpace della bandEtichetta discografica I Sylosis sono l’ultima scommessa in ordine cronologico fatta dal colosso tedesco

Desolate Seas – After Lifeless Years – Blackest Skyline – Transcendence – Reflection Through Fire – Conclusion Of An Age – Swallow The World – Teras – Withered – Last Remaining Light – Stained Humanity – Oath Of Silence

MySpace della band
Etichetta discografica

I Sylosis sono l’ultima scommessa in ordine cronologico fatta dal colosso tedesco Nuclear Blast    che ci presenta, dopo con una campagna promozionale degna dei big del settore, questo “Conclusion Of An Age” come manifesto di un nuovo modo di intendere il thrash metal.
Nonostante la nazionalità dei giovani musicisti abbia dato i natali a personaggi che hanno rivoluzionato la storia del metal, sin dai primi ascolti di “Conclusion Of An Age” la sensazione predominante è quella che il tanto auspicato rinnovamento sia sostanzialmente più uno slogan pubblicitario che una realtà.

 
I cinque britannici ci sanno senza dubbio fare ed una delle costanti delle dodici tracce è una tecnica decisamente invidiabile attraverso la quale vengono fatte digressioni dalle fortune alterne. Esempio lampante è l’opener “After Lifeless Years” nella quale tutte le influenze della giovane band vengono evidenziate: partendo da un riffing che rimanda alla bay area (Slayer e Testament in primis) viene costruito un brano che nella sua articolazione e suoni ricorda molto i lavori più recenti dei Children Of Bodom per poi inserire un break dal sapore new metal con voce pulita e melodie cullanti che, ahimè, rompe la tensione di un pezzo molto aggressivo e ben interpretato.
Tutti i singoli aspetti propri dell’opener vengono poi puntualmente ripresi all’interno dei brani successivi cui si aggiungono anche saltuarie divagazioni in ambito death metal dove il lavoro alla batteria diviene quasi asfissiante.   
 
Le ritmiche sono generalmente tiratissime e, seppur ben suonate, rimangono troppo ancorate alla tradizione della bay area e non bastano i sempre presenti arricchimenti fatti dalla chitarra solista per dare innovazione in quanto, tali passaggi, seppur a tratti molto belli, risultano imprigionati nella classica, e poco dinamica, impostazione thrash che forse rappresenta il vero limite di questo “Conclusion Of An Age”.  Come accennato in precedenza le doti tecniche del combo sono di primissimo livello e riescono a ben esprimersi sia nei passaggi veloci sia nelle decelerazioni. Senza dubbio sontuosa anche la produzione che ben si adattata ai singoli brani.
 
Un disco che lascia quindi un po’ l’amaro in bocca e solo a sprazzi fa intravedere una innovativa direzione musicale che, mi auguro, possa trovare la propria esplosione con la crescita (sia anagrafica che artistica) della band. E’  inutile girarci attorno: per innovare bisogna rischiare ed in questo “Conclusion Of An Age” di rischi ce ne sono ben pochi.
 
Marco Ferrari
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