[Thrash Metal/Metalcore] Austrian Death Machine …

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  [Thrash Metal/Metalcore] Austrian Death Machine – Total Brutal (2008)   Hello California – Get To The Choppa – Rubber Baby Buggy Bumpers – All Of The Songs Sound The Same – I Am A Cybernetic Organism, Living Tissue Over (metal) Endoskeleton – Come With Me If You Want To Live – What It’s Like

 
[Thrash Metal/Metalcore] Austrian Death Machine – Total Brutal (2008)
 
Hello California – Get To The Choppa – Rubber Baby Buggy Bumpers – All Of The Songs Sound The Same – I Am A Cybernetic Organism, Living Tissue Over (metal) Endoskeleton – Come With Me If You Want To Live – What It’s Like To Be A Singer In A Band Practice – Who Is Your Daddy, And What Does He Do? – You Have Just Been Erased – Broo-tall Song Idea – Here Is Subzero, Now Plain Zero – So Far, So Good, So Let’s Talk About It – Screw You (benny) – Why? – If It Bleeds, We Can Kill It – It’s Not A Tumor – Not So Hidden Track

http://www.myspace.com/austriandeathmachine
http://www.metalblade.com/

Il nome della band e la copertina dicono già tutto sugli intenti del lavoro: un tributo ad Arnold Schwarzenegger. I titoli delle canzoni sono il terzo indizio che fa diventare l’ipotesi una prova.
Non che ci fosse bisogno di chissà quale indagine data la dichiarazione espressa in maniera chiara e lampante da Tim Lambesis stesso, voce degli As I Lay Dying.

Il contenuto qui presente consta di quelli che possono essere definiti gli scarti della band madre del musicista, in quanto, a sua detta, non perfettamente attinenti alle coordinate stilistiche della stessa.
Presentato come materiale tendente al thrashcore, ascoltandolo non si può fare altro che storcere il naso. Thrashcore non è, non per lo meno quello normalmente inteso come tale: dimenticatevi con questa classificazione di SOD, Municipal Waste piuttosto che dei Nuclear Assault; pensate piuttosto al metalcore degli ultimi anni. Non è un male di per sé, sia chiaro. Il problema sta nel materiale registrato, non nell’etichetta che gli viene affibbiata, in questo caso assolutamente fuorviante.

Qui l’ispirazione non c’è, non è riscontrabile. Il riffing è assolutamente banale e, al procedere dell’ascolto, si è al cospetto di un costante senso di déjà vu che non invoglia minimamente a continuarlo per assimilarne i passaggi, apprezzarne le sfumature che non vengono percepite subito e motivare l’ascoltatore a dargli una nuova opportunità. Ancor prima di averlo ascoltato, Total Brutal si è già avuto modo di “apprezzarlo” qua e là in altri full length.
Si può parlare di un cd demenziale, che non debba essere preso sul serio. In effetti i continui intermezzi parlati inseriti da Lambesis, aventi la velleità di suscitare qualche sorriso, sono la riprova dello scopo paventato. La realtà è che non fa fare né grosse né magre risate, motivo per cui bisognerebbe rivolgere la propria attenzione quanto meno alla musica per trovare dei risvolti positivi, non fosse altro che, soprattutto da questo punto di vista, c’è poco.

Per cui cosa rimane? Pezzi nell’ordine dei tre minuti poco/per nulla ispirati, fanno del platter un lavoro sconsigliabile. Se si è alla ricerca di novità nel campo, è preferibile indirizzare la ricerca altrove nella speranza di imbattersi in composizioni più ricercate che non siano semplicemente b-side scartate in precedenza.

Andrea Arditi

 

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