[Thrash/Groove Metal] Lamb Of God – Wrath (2009)

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  The Passing – In Your Words – Set To Fail – Contractor – Fake Messiah – Grace – Broken Hands – Dead Seeds – Everything To Nothing – Choke Sermon – Reclamation http://www.lamb-of-god.com/http://www.roadrunnerrecords.it/ L’ultimo “Sacrament” non c’aveva certo fatto impazzire. Ma, come spesso succede, ha riscosso un gran bel successo di pubblico, consacrando definitivamente

 

The Passing – In Your Words – Set To Fail – Contractor – Fake Messiah – Grace – Broken Hands – Dead Seeds – Everything To Nothing – Choke Sermon – Reclamation

http://www.lamb-of-god.com/
http://www.roadrunnerrecords.it/

L’ultimo “Sacrament” non c’aveva certo fatto impazzire. Ma, come spesso succede, ha riscosso un gran bel successo di pubblico, consacrando definitivamente i Lamb Of God presso un’audience metal ben più generalista e meno di nicchia.
L’inizio di “Wrath” fa capire molte cose, i tre pezzi che seguono un breve intro esplicitano da subito il tremendo potenziale del nuovo album, rendendo chiaro il motivo per il quale i LoG vengono oramai accostati ai Pantera del nuovo millennio. Il groove è mostruoso, le vocals di Blythe sono oramai varie ben più che in passato e viaggiano forte anche sul (quasi) pulito nel fare il verso a un Phil Anselmo che non c’è più  (in termini di timbrica sia chiaro) e che ora fa altro.
Diversi i ritmi, meno frequenti gli assalti a velocità disumane e, a lungo andare, ripetitive alcune tracce. Già perché dopo “Grace” (forse il picco del platter parlando di “chitarre”) il disco comincia a mostrare la corda, proponendo alcuni passaggi non certo scadenti ma poco interessanti e scarsamente coinvolgenti. Forse solo la conclusiva “Reclamation” rialza il livello d’attenzione ma è oramai troppo tardi.

Intendiamoci, “Wrath” è un lavoro più che sufficiente, segnerà un’importante conferma per una band che dal vivo difficilmente delude e che si pone con il sesto album ai vertici delle nuove leve del metallo che conta. Tuttavia per chi è inguaribilmente legato al bellissimo “Ashes Of The Wake”, la nostalgia verrà solo accentuata. Chi invece al contrario vuole scoprire questa valida formazione americana, godrà parecchio di fronte a un’esecuzione impeccabile e ad alcuni brani devastanti. In base al profilo che più vi si addice, fate la vostra scelta!

Paolo Sisa

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