[Thrash/Power Metal] Spectral – Evil Iron…

/5
  [Thrash/Power Metal] Spectral – Evil Iron Kingdom (2009) Intro – Evil Iron Kingdom – United Forces – Die In Battle – Embrace The Darkness – Pagan Steel – Age Of Eternal Victory – Axecutioner – Ira Inflammatus – Raise Your Fist     http://www.myspace.com/blackvikingpowerwww.ccprecords.com Sul loro myspace gli Spectral si definiscono un gruppo black vichingo. In

 

[Thrash/Power Metal] Spectral – Evil Iron Kingdom (2009)

Intro – Evil Iron Kingdom – United Forces – Die In Battle – Embrace The Darkness – Pagan Steel – Age Of Eternal Victory – Axecutioner – Ira Inflammatus – Raise Your Fist    

http://www.myspace.com/blackvikingpower
www.ccprecords.com

Sul loro myspace gli Spectral si definiscono un gruppo black vichingo. In realtà, di black propriamente detto non hanno nulla, mentre è più congruente il richiamarsi al viking metal: nelle parti più epiche di “Evil Iron Kingdom” affiora qualcosa degli Amon Amarth, ed è possibile udire anche influenze dei Borknagar e dei Vintersorg più diretti. Ma, principalmente, quello che i cinque tedeschi suonano è un grezzo thrash fortemente compromesso con il power e dal riffing spesso ultra classico (cfr. la title – track, dal guitar – work maideniano fino all’osso).

Rapidi sui loro strumenti, i Nostri viaggiano a tutta birra, concedendosi solo qualche mid tempo in cui cercano di ricreare atmosfere solenni e altisonanti, magari con l’aiuto di striature folk. La doppia voce scream/growl è sfruttata piuttosto bene, mentre titoli e testi assommano tutti i cliché del metal più tamarro (“Pagan Steel”, “Die In Battle”, per non parlare delle strofe “Axecutioner/Headless you will burn in Hell” e “Kill em all/Death to all/Fire and Death/In metal we trust”: mamma mia!). Qui sta il problema: le dieci composizioni del disco si muovono di pari passo con i loro contenuti lirici, evitando qualsiasi spunto originale e scadendo spesso e volentieri nel trito e ritrito (“Raise Your Fist” è l’emblema di tutto ciò). Pare, a volte, di aver a che fare con una versione più modesta dei connazionali Sacred Steel, altro complesso divertente ma non esattamente imprescindibile. Non un grosso risultato, per una band arrivata al quarto album e formatasi nel 1995.

Voler essere musicisti prettamente di genere non è per forza negativo, anzi. Ma farlo essendo letteralmente soggiogati dalla musica che ci si propone di servire ed adorare è eccessivo; così gli Spectral finiscono per mortificare un bagaglio tecnico più che discreto. Solo per defender irriducibili.

Stefano Masnaghetti

Condividi.