Trivium – In Waves

trivium in waves recensione /5
A tre anni dall’ultima uscita discografica, i Trivium tornano nei negozi con “In Waves” che, pur essendo un passo indietro rispetto al predecessore, conferma il trend della band floridiana: dal punto di vista della qualità la band di Orlando difficilmente sbaglia. “In Waves” è, di fatto, un riassunto di quanto proposto nei primi quattro dischi:

A tre anni dall’ultima uscita discografica, i Trivium tornano nei negozi con “In Waves” che, pur essendo un passo indietro rispetto al predecessore, conferma il trend della band floridiana: dal punto di vista della qualità la band di Orlando difficilmente sbaglia.

In Waves” è, di fatto, un riassunto di quanto proposto nei primi quattro dischi: la brutalità degli esordi, aiutata anche dall’ingresso di Nick Augusto come nuovo batterista, si fonde con la melodia della parte centrale della carriera. La title track e la successiva “Inception Of The End” sono i brani che riassumono alla perfezione la nuova fatica; di fatto, sono anche due tra gli episodi più riusciti di un album nel quale ci sono più luci che ombre. Le alchimie tra le due nature della band floridiana si amalgamano in maniera buona, grazie ad un lavoro di arrangiamento che sembra studiato per raggiungere i gusti di più persone possibile (e per sfondare nelle radio alternative), e ad una produzione quasi perfetta: il “quasi” si riferisce alla batteria, a tratti fin troppo presente.

Se proprio dobbiamo trovare un difetto nell’album, è l’eccessivo tecnicismo strumentale fine a sé stesso in molte parti, che porta ad episodi imbarazzanti come i ritornelli melodici con il blast beat (vedi “Forsake Not The Dream“). Per il resto, i Trivium sono stati capaci di ritornare dopo un lungo silenzio con un disco per buona parte convincente. Non saranno più i ‘nuovi Metallica‘, ma la ‘perdita‘ di questo status non li ha per niente demoralizzati.

Nicola Lucchetta

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