Venom Fallen Angels

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Quel matto di Cronos e la sua fronte alta. Tanto brutto a vedersi quanto inossidabile e incorruttibile nella sua proposta musicale. Unico membro originale dei leggendari Venom, lui e il suo basso bulldozer portano avanti lo spirito più incontaminato del metallo sferragliante e caciarone in “Fallen Angels“. Niente tastierine, niente donne che cantano, niente elettronica…solo

Quel matto di Cronos e la sua fronte alta. Tanto brutto a vedersi quanto inossidabile e incorruttibile nella sua proposta musicale. Unico membro originale dei leggendari Venom, lui e il suo basso bulldozer portano avanti lo spirito più incontaminato del metallo sferragliante e caciarone in “Fallen Angels“.

Niente tastierine, niente donne che cantano, niente elettronica…solo riff veloci, batteria che pesta e lui che sbraita HELL FUCKING YEAAAAAAAAAHHHH. Potrà sembrare limitato, ma di quel black’n roll che tanti gruppi più giovani hanno ricominciato a proporre negli ultimi anni (Satyricon e Darkthrone su tutti) Cronos è il maestro assoluto. Un po’ punk, un po’ Motorhead, tanto, ma tanto ignorante. Il nuovo Fallen Angels non è forse gustoso come il precedente Hell (2008) ma va giù che un piacere. Oltre alle divertenti cavalcate sassaiole come “Nemesis”, “Pedal To The Metal” e “Punk’s Not Dead” ci sono…no, un attimo…sono tutte divertenti cavalcate sassaiole e cazzone!
Un po’ di varietà la portano momenti d’atmosfera, di calma apparente, intermezzi acustici piazzati quasi a sorpresa per far rilassare un attimo le orecchie. Ci sono un paio di canonici mid-tempo, ma per il resto è ignorante NWOBHM fermo al 1984. Giusto una voce un po’ effettata (per qualche motivo ricorda il brano che Cronos fece assieme a Dave Grohl), per il resto puro metallo marcio primi anni ’80.

Marco Brambilla

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