[Viking Metal] Strydegor – Back On Ancient Traces (2009)

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  Dead Man’s Shore – The Night The Vikings Arrive – Wild Hunt Through Twelve Nights – Ragnarok – Oden’s Wrath – Ravens Over Midgard – Baldur’s Dreams – The Way To Walhall – Tears In The Storm www.strydegor.comhttp://ccpcom.window.hl-users.com/ Tamburi e corni dal sapore bellico c’introducono alla prima fatica sulla lunga distanza degli Strydegor, band

 

Dead Man’s Shore – The Night The Vikings Arrive – Wild Hunt Through Twelve Nights – Ragnarok – Oden’s Wrath – Ravens Over Midgard – Baldur’s Dreams – The Way To Walhall – Tears In The Storm

www.strydegor.com
http://ccpcom.window.hl-users.com/

Tamburi e corni dal sapore bellico c’introducono alla prima fatica sulla lunga distanza degli Strydegor, band tedesca totalmente imbevuta di mitologia nordica. Viking metal duro e puro, quindi, che pesca a piene mani dal death epico e massiccio degli Amon Amarth, senza ombra di dubbio il maggior punto di riferimento per i teutonici (infatti, al contrario di altri act alle prese con Odino e compari, la componente black è praticamente assente). Voce che alterna scream e growl, equilibrio fra mid e up tempo, qualche intermezzo folk per stemperare la tensione e insaporire il tutto: questo è quello che hanno da offrirci gli Strydegor.

Purtroppo non è molto: la band non riesce a svincolarsi da schemi piuttosto logori e prevedibili, risultando troppo scolastica e ancor priva di una chiara personalità per poter convincere appieno. C’è comunque del buono, soprattutto per quanto riguarda i brani centrali di “Back On Ancient Traces”: “Ragnarok” è sicuramente sin troppo simile alle composizioni di Johan Hegg e compagni, ma ha dalla sua un afflato guerriero non comune, un buon lavoro chitarristico e una pesantezza d’insieme piuttosto ragguardevole. Buona anche la più veloce “Ravens Over Midgard”, probabilmente la canzone più varia e strutturata del disco. I brani rimanenti, invece, si rassomigliano sin troppo l’un con l’altro, finendo per snervare i fan stessi di questo filone musicale. Una buona padronanza strumentale e la discreta qualità della produzione non riescono a salvare composizioni troppo anonime, che rischiano di collocare gli Strydegor fra le centinaia di gruppi che “fanno numero” e che finiscono per esser dimenticati in pochi anni.

Non si può neppure tacere il grave lutto che ha recentemente funestato questa giovane formazione: ossia la morte del chitarrista appena ventenne Slava Giebel, avvenuta in un incidente stradale il 23 maggio 2009, pochi giorni prima che uscisse “Back On Ancient Traces”. Speriamo che i suoi amici non si facciano abbattere e che perseverino nella loro passione, cercando di migliorarsi disco dopo disco.

Stefano Masnaghetti

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