3 Doors Down – Time Of My Life

3 doors down time of my life /5
Arrivano al quinto disco i 3 Doors Down e con “Time Of My Life” i Nostri dimostrano ancora una volta di saper fare molto bene il proprio mestiere. Il nuovo album è la conferma della collaudatissima forma ‘pezzo ritmato e orecchiabile’ seguito da ‘pezzo più lento e melodico/struggente’, che a lungo andare porta allo skip

Arrivano al quinto disco i 3 Doors Down e con “Time Of My Life” i Nostri dimostrano ancora una volta di saper fare molto bene il proprio mestiere. Il nuovo album è la conferma della collaudatissima forma ‘pezzo ritmato e orecchiabile’ seguito da ‘pezzo più lento e melodico/struggente’, che a lungo andare porta allo skip ma regge molto bene specialmente nei primi brani. L’apertura con la titletrack è molto ben costruita e ritmata mentre “When You’re Young” è innegabilmente una canzone perfetta: lenta poi elettrica nel ritornello, melodie impeccabili e traccia fantastica come singolo per un air play radiofonico mainstream massiccio. Non inventa nulla, ma è certamente l’highlights del lavoro, nonostante l’arpeggio iniziare faccia pensare decisamente a “Here Without You”. Dopo due bombe simili si possono tranquillamente piazzare una serie di brani fotocopia rispettando l’alternanza di cui sopra, tenendo però inspiegabilmente come ultimo pezzo “Believer”, veloce e coinvolgente, un’iniezione di energia che se fosse stata posta dopo la seconda traccia, avrebbe composto uno dei trittici iniziali migliori dell’anno. Il resto? Non c’è molto degno di nota, “Race For The Sun” e “She Is Love” possono forse essere considerati i due momenti meno piatti con qualche soluzione meno scontata.
In sostanza il classico album che venderà molto bene e che aggiunge quelle due-tre hit a una carriera di una band che è già arrivata e se la gode eccome dall’alto di un olimpo modern rock molto friendly e adatto a qualsiasi audience. Qualcuno potrebbe dire ‘spreco di talento’, qualcun altro potrebbe parlare di teorema Nickelback ben codificato e interiorizzato, altri ancora di classico disco piacevole ma di maniera.

Paolo Sisa

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