Against Me! – Transgender Dysphoria Blues

against-me-transgender-dysphoria-blues 4/5
Questo album è una liberazione e una vittoria personale per Laura Jane Grace e gli Against Me!, oltre ad essere un gran bel calcio in culo a chi ha pensato che un transessuale non potesse reggere lo status di rockstar.

Per parlare del nuovo disco degli Against Me! bisognerebbe fare una scelta preliminare: scrivere un editoriale sulla vita di una rockstar affetta da disforia di genere o una semplice recensione di un album punk rock. Ma la verità è che il bisogno di trovare una via di mezzo è impellente in chiunque si ritrovi a scrivere di “Transgender Dysphoria Blues”.

Chi non ha abbastanza familiarità con la lingua inglese – dunque incapace di capire le intime parole che popolano le 10 tracce dell’LP – ed è totalmente estraneo alle vicende legate al coming out di Laura Jane Grace, potrebbe pensare di ascoltare un bell’album e nulla più. Ma questo non è solo un gran bell’album, è anche una storia. La storia di una donna, nel corpo di un uomo, che promise di fingere di essere chi gli altri credevano che fosse e decise di usare il punk e il suo immenso talento per lasciare qualche briciola di sincerità lungo il cammino. Fino a quando, due anni fa, volle essere coraggiosa e abbandonare il vecchio nome, Tom James Gabel, per tirare fuori il cuore (il cuore, non le “palle”, come è stato ripetutamente scritto altrove). Ma la rivelazione è che mentre Tom si mostrava al mondo come rocker ribelle e carico di energia, è sempre stata Laura a scrivere la musica degli Against Me!. Tant’è vero che nel sesto album in studio della band americana si ritrova tutto ciò a cui un vero fan non vorrebbe rinunciare. I riff sono sempre trascinanti, non manca il marchio di fabbrica folk e la voce è sempre rabbiosa e maledettamente espressiva. Tutto interamente prodotto dalla frontwoman, registrato negli Studio 606 di Dave Grohl (quanto sei grande Dave?) e pubblicato sotto l’etichetta della band, la Total Trebble. In totale libertà creativa. Iniziando dalla titletrack, perfetta destrutturazione di un genere e di una manciata di preconcetti, passando per la meravigliosa “True Trans Soul Rebel”, dalla sincerità disarmante, fino all’acustica “Two Coffins”. Memorabile anche la doppietta “Unconditional Love” e “FUCKMYLIFE666″, in cui Fat Mike dei NOFX ha dato il suo contributo al basso, dimostrando il profondo rispetto per chi ha saputo aggiungere nuovi attributi ad un genere in cui lui stesso ha sempre dettato legge.

Questo album è una liberazione e una vittoria personale per Laura Jane Grace e gli Against Me!, oltre ad essere un gran bel calcio in culo a chi ha pensato che un transessuale non potesse reggere lo status di rockstar. Ma più di ogni altra cosa “Transgender Dysphoria Blues” diventa l’inaspettata chiave di lettura per una discografia da riscoprire.
Così solo adesso acquistano un profondo e intimo senso le parole di “The Ocean”, facendoci realizzare che quelle briciole di sincerità lungo il cammino sono sempre state sotto i nostri occhi.

If I could have chosen, I would have been born a woman
My mother once told me she would have named me Laura
I would grow up to be strong and beautiful like her
” – The Ocean, 2007


Condividi.