[Alt Folk] Man Man – Rabbit Habits (2008)

/5
  Mister Jung Stuffed – Hurly/Burly – The Ballad Of Butter Beans – Big Trouble – Mysteries Of The Universe Unraveled – Doo Right – Easy Eats or Dirty Doctor Galapagos – Harpoon Fever (Qeequeg’s Playhouse) – El Azteca – Rabbit Habits – Top Drawer – Poor Jackie – Whale Bones http://www.myspace.com/wearemanmanhttp://www.anti.com Iniziamo dalla fine,

 

Mister Jung Stuffed – Hurly/Burly – The Ballad Of Butter Beans – Big Trouble – Mysteries Of The Universe Unraveled – Doo Right – Easy Eats or Dirty Doctor Galapagos – Harpoon Fever (Qeequeg’s Playhouse) – El Azteca – Rabbit Habits – Top Drawer – Poor Jackie – Whale Bones

http://www.myspace.com/wearemanman
http://www.anti.com

Iniziamo dalla fine, per parlare di questo cd. Ascoltatelo la prima volta partendo dalla penultima traccia, come è capitato a me per caso: avrete un’idea di dove i Man Man vogliono andare a parare, di cosa diventi la loro musica quando viene filtrata di tutta l’ironia e dell’odore di Vaudeville che solitamente la permea. Quello che sentirete sarà un valzer suonato come lo avrebbe suonato Tom Waits,  un valzer che dura otto minuti e racconta di inseguimenti, fughe, travestimenti, guidato da una tromba e da una chitarra che è come se sbucasse dal nulla, ad un certo punto, facendo il verso a sua maestà Marc Ribot.

Questo gruppo è pieno di risorse, tutti i musicisti sono polistrumentisti e hanno un approccio alla musica che per tanti versi ricorda la giocosità di Frank Zappa, come ad esempio in Hurly Burly, ma anche la scomposta creatività dei Modest mouse, a cui sembrano particolarmente vicini in pezzi come Top Drawer, o Doo Right. Tuttavia non si deve pensare a questo collettivo come l’ennesimo frullatore di stili e idee messo sul mercato. I numerosi strumenti utilizzati e i cambi di tempo e di atmosfera disseminati all’interno di ogni canzone fanno immaginare e sperare in un’ottima resa live, sulla quale sembra quasi che tutto l’album sia stato modellato, e di sicuro la  qualità tecnica di quello che ci viene presentato è di molto superiore al precedente “Six Demon Bag”,  decisamente più intimo e ripiegato su se stesso.

Francesca Stella Riva

Condividi.