Alt-J – This is all yours

Alt-J-This-Is-All-Yours 4/5
Il nuovo lavoro della band inglese si muove consapevolmente nel repertorio collaudato di rimiche hip-hop, elementi di elettronica e folk nordico, senza temere gli spazi aperti e rarefatti di un post-rock strumentale.

L’autunno caldo della musica si apre con una di quelle uscite da segnare sul calendario: il 22 settembre sarà il giorno di “This is all yours”, secondo album in studio degli Alt-J. Sono passati poco più di due anni dall’esordio esplosivo di “An awesome wave”, lavoro che li ha catapultati ai vertici delle chart indie inglesi e poi sui palchi dei più importanti festival europei e d’oltreoceano, con comparsate significative anche dalle nostre parti, come all’Ypsigrock in Sicilia e all’A perfect day di Villafranca di Verona.

La band inglese, recente orfana del bassista Gwil Sainsbury, uscito dal gruppo per “ragioni personali”, coniuga in questo nuovo lavoro la linea identitaria di un trip folk (termine da loro stessi coniato durante un’intervista per definire la propria musica) dai toni minori accompagnati talvolta da eclettici gorgheggi orientali (“The Gospel of John Hurt”, “Bloodflood pt.II”, “Nara”), a riverberi e atmosfere più rarefatte e sfumate, più vicine alla tradizione post-rock di gruppi quali Sigur Rós (“Warm Foothills”, “Pusher”, “Choice Kingdom”).

I singoli che anticipano l’uscita del disco in parte confermano e in parte smentiscono la tendenza generale dell’album: “Every other freckle” è un potente miscuglio di elementi di elettronica, atmosfere folk da Nord Europa e intrecci vocali ipnotici; “Left hand free” si scosta drasticamente da questo binomio e si candida, con i suoi toni caldi, i riff blues-rock e linee melodiche anni ’60, al titolo di brano catchy del disco (la sua leggerezza però, inserita in  un contesto del genere, appare in qualche modo snobilitarla); “Hunger of the pine” è la nuova “Tessellate”, un gioco di bassi e ritmiche hip-hop percorsi da intrecci vocali (con Miley Cyrus) e fiati che rapisce al primo ascolto.

Il successo dell’esordio è ampiamente confermato dal nuovo lavoro, che promette a questi ragazzi conosciutisi tra le mura dell’Università di Leeds nuove vette e nuovi obiettivi da raggiungere, messo ormai ben alle spalle il seppur prestigioso Mercury Prize. E mentre i paragoni musicali si fanno più ingombranti (se prima i nomi in palio erano quelli di Wild Beasts e Hot Chips ora qualcuno si è lasciato sfuggire dalle labbra anche quello dei Pink Floyd), la prova del palco – per quanto riguarda il panorama italiano – ha già un luogo e una data: si tratta del 14 febbraio 2015 al Mediolanum Forum di Assago di Milano.


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