[Alternative] Jenny’s Joke – Jenny’s Joke (2009)

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  Spin Me Round – Don’t Lay Your Head On My Shoulder – From Below – Slow Purple Dance – Lunar – Soft As Breeze – New Day Dawning – The Freaky Story Of Somebody Else – Singing In The Brain – The Acrobat – Puddles http://www.myspace.com/jennysjokehttp://www.jennysjoke.it I Jenny’s Joke non hanno paura di proporre

 

Spin Me Round – Don’t Lay Your Head On My Shoulder – From Below – Slow Purple Dance – Lunar – Soft As Breeze – New Day Dawning – The Freaky Story Of Somebody Else – Singing In The Brain – The Acrobat – Puddles

http://www.myspace.com/jennysjoke
http://www.jennysjoke.it

I Jenny’s Joke non hanno paura di proporre qualcosa che in Italia è stato completamente rimosso dall’immaginario comune dell’utente medio di musica alternativa, non hanno paura di proporre un album inzuppato nell’atmosfera alternative dei primi anni novanta, non hanno paura di lasciarsi influenzare dall’elettronica più kraut, e risultano per questo uno delle proposte più interessanti della nuova scena italiana.

L’album omonimo con cui si presentano al grande pubblico è interessante fin dall’iniziale “Spin Me Round” e, se “Don’t Lay Your Head On My Shoulder” scoraggia un po’ soprattutto per colpa di un cantato troppo ripetitivo, le tracce si susseguono poi in un bellissimo crescendo verso il trittico composto da “Lunar”, “Soft As Breeze” e “New Day Dawning”, senza dubbio il momento più ispirato di questo lavoro, che propone atmosfere altalenanti fra gli Afghan Whigs e i Calla, passando dai Bad Seeds più elettrici. Le debolezze stanno tutte nell’ingenuità di “The Freaky Story Of Somebody Else”, rovinata dai pochi inserti di voce che rendono banale un ottimo pezzo strumentale, e in una pronuncia inglese non certo impeccabile, evidente soprattutto nella bellissima e finale “Puddles”.

I Jenny’s Joke  colorano la loro musica con tinte molto diverse fra loro, complici un cantante incredibilmente versatile ed ispirato, delle idee ottime in fatto di originalità (molto interessanti i minuti di chiusura di “The Acrobat”) e di presa emotiva (la commovente “Puddles”) e un’ottima base tecnica, senza dubbio rafforzata dalle numerose esibizioni sul palco.
Sarebbe interessante vederli dal vivo, visto l’ottimo potenziale live che sia la band sia i pezzi sembrano avere.

Francesca Stella Riva

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