[Alternative] Linea 77 – 10 (2010)

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Linea77 ha sempre fatto rima con crossover, fin dagli esordi, quando tra i primi in Italia hanno seguito la strada del nu metal che alla fine dello scorso secolo muoveva le masse in giro per il mondo. Il metal è sempre stato alla base delle ritmiche, l’hard-core nella violenza del cantato e dei testi, ma

Linea77 ha sempre fatto rima con crossover, fin dagli esordi, quando tra i primi in Italia hanno seguito la strada del nu metal che alla fine dello scorso secolo muoveva le masse in giro per il mondo. Il metal è sempre stato alla base delle ritmiche, l’hard-core nella violenza del cantato e dei testi, ma non solo, c’è sempre stata alla base una grande ricerca per la melodia, una connotazione del tutto italica per un gruppo sempre proiettato verso il mercato estero.

 

www.linea77.com
www.universalmusic.it

L’alternanza di testi in italiano e in inglese è sempre stata una costante fino ad oggi, momento in cui forse si inaugura un nuovo corso per i Linea77, una nuova vita che ha l’aspetto di questi dieci brani, tutti in italiano. Si affidano di nuovo a Toby Wright e volano oltreoceano per un album molto vario dal punto di vista della produzione, con chitarre profonde e compatte figlie del metal degli anni ’90 da una parte e altre più ruvide e squillanti vicine al post rock, insieme ad una sezione ritmica sempre curata, potente e precisa. Dal punto di vista musicale l’album è ben lungi dall’essere un capolavoro, però ci restituisce l’immagine di un gruppo che vuole tornare ad ottimi livelli, seppur con alti e bassi. Molto buone per esempio “Il senso”, dedicata ad Eluana Englaro, “A noi” e “Aspettando meteoriti”, per non parlare dell’irruenza di “Tank!”, brano che riesce a coniugare il corso più estremo ed urlato dei Linea che furono, con la ricerca melodica dei Linea attuali.

Il resto dei brani vive nel limbo della normale onestà, con momenti molto belli accostati ad altri meno felici, ma che fanno ben sperare per il futuro.

Livio Novara

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