[Alternative Rock] Sintomi Di Gioia – L’Animale (2010)

/5
http://www.sintomidigioia.it/http://www.imaginaproduction.com/ Conobbi i Sintomi Di Gioia grazie al loro album di debutto, “Segnalibro” (2008), lavoro che però non mi convinse del tutto. Nonostante la bravura tecnica del gruppo, in grado di muoversi agevolmente fra pesantezze post – grunge e aperture progressive, e alcune buone intuizioni a livello compositivo, dai brani del disco emergevano parecchie lacune,



http://www.sintomidigioia.it/
http://www.imaginaproduction.com/

Conobbi i Sintomi Di Gioia grazie al loro album di debutto, “Segnalibro” (2008), lavoro che però non mi convinse del tutto. Nonostante la bravura tecnica del gruppo, in grado di muoversi agevolmente fra pesantezze post – grunge e aperture progressive, e alcune buone intuizioni a livello compositivo, dai brani del disco emergevano parecchie lacune, in particolare testi piuttosto deboli e una voce solista, quella di Luca Grossi, sin troppo esile e limitata.

Ascoltare questo EP di quattro tracce è stata quindi una piacevole sorpresa. Infatti, pare proprio che la band alessandrina abbia affinato il proprio stile e si muova ora in una direzione più chiara rispetto al passato; sono stati abbandonati gli accenti più violenti a favore di un clima più intimista, leggero, aereo, molto più congeniale alle corde vocali di Luca e in grado di esaltare maggiormente le qualità del complesso.

Delle quattro canzoni, l’unica originale è quella che dà il titolo all’opera, strambo esempio di cantautorato minimalista per voce e pianoforte (entrambi registrati in presa diretta con un telefono cellulare), con echi di sintetizzatore e fruscii conclusivi che donano un tocco etereo, quasi metafisico al tutto. Non si tratta di un capolavoro, ma sicuramente è un bel passo in avanti rispetto a molti dei pezzi presenti su “Segnalibro”. Il meglio è però rappresentato dalle tre cover: “Arrivederci Addio” dei Perturbazione (presenti gli stessi Cristiano Lo Mele alla chitarra e Tommaso Cerasuolo alla seconda voce) è quasi meglio dell’originale, soffice negli inserti di violoncello e dal crescendo conclusivo altamente emotivo; “Spazi Autogestiti” è una rilettura dei Ritmo Tribale in chiave prog con tanto di mellotron campionato; ancora più convincente l’interpretazione di “Era Inverno”, classico delle Orme e del primo pop italiano, presente nientemeno che Tony Pagliuca all’organo hammond. Qui i Sintomi Di Gioia si mostrano piuttosto fedeli all’originale, senza però dimenticare di inserire spunti più moderni nel ponte strumentale. Certo, avere come ospiti i membri delle stesse band che si stanno coverizzando è un bell’aiuto, ma ciò non sminuisce affatto i meriti dei nuovi interpreti. “L’Animale”, pur nella sua brevità, è un prodotto interamente riuscito.

L’EP è scaricabile gratuitamente dal sito della band. È consigliato il download.

Stefano Masnaghetti

Condividi.