[Alternative Rock/Dark Rock] The Cure – 4:13 …

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[Alternative Rock/Dark Rock] The Cure – 4:13 Dream (2008)   Underneath The Stars – The Only One – The Reasons Why – Freakshow – Sirensong – The Real Snow White – The Hungry Ghost – Switch – The Perfect Boy – This. Here And Now. With You – Sleep When I’m Dead – The Scream

[Alternative Rock/Dark Rock] The Cure – 4:13 Dream (2008)
 
Underneath The Stars – The Only One – The Reasons Why – Freakshow – Sirensong – The Real Snow White – The Hungry Ghost – Switch – The Perfect Boy – This. Here And Now. With You – Sleep When I’m Dead – The Scream – It’s Over

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Il tredicesimo album studio dei The Cure è stato celebrato anche in base alla numerologia, beffando le strategie di marketing infatti sono usciti 4 singoli prima della release stessa. Uno ogni 13 del mese, concludendo a settembre con l’uscita di un EP di remix. Perchè giunti a 30 anni di gloriosa attività, possono permettersi di muoversi come meglio credono, senza dover star lì ad aggiornare il sound alle ultime tendenze. Robert Smith ha richiamato Porl Thompson in line up fino a “Wish”, decidendo di fare a meno di entrambi i tastieristi di ruolo. Si respira ciò che poteva essere il futuro della band dopo quel 1992 ricco di problemi. “Underneath the Stars”, da opener, è la canzone perfetta che sintetizza il trademark del periodo, con quei due minuti strumentali sognanti e la linea melodica così suggestiva; aggiungendoci un paio di brani pop efficaci che nel giro di tre minuti ti consegnano singoli di buon livello (“The Only One” e “Perfect Boy”).

Ma non si accontentano della beneficenza emotiva dei fans, hanno ancora voglia di sperimentare e di migliorarsi, abbandonati i riffoni aggressivi del precedente disco, si sono dati ad un songwriting più corale, dettagliato, privato spesso delle tastiere, sfumatura che potrà piacere o meno, ma rappresenta un altro punto di novità della band che con questo stratagemma allontana lo spettro del disco dejavù. Il dolore è mutato in nostalgia (“Reasons Why” ricorda il mood di Disintegration, ma in veste molto più asciutta) e il rancore ha imparato a reagire (“Hungry Ghost”, dal timbro energico e il songwriting alla Pornography) Porl è in gran forma, ricama inserti tra i brani e citazioni acidamente Hendrixiane (“Switch”) a volte Funkadeliche (“Freakshow“). Robert che ha ripreso a cantare con passaggi di registro assurdi, è protagonista nella parte centrale dell’album, la più Rock. A tratti addirittura sperimentale tra suoni Caraibici (l’ ebow di “Siren Song”) solari e da composizioni folli (“This. Here and Now. With You” ). Da ridurre lo stereotipo dark al duo “Sleep When I’m Dead” (demo degli anni 80, riarrangiato solo in questa occasione) e l’angosciante “Scream”, tra gli episodi più ispirati del disco. Atmosfera retrò e tanta inquietudine nascosta in un nebuloso tappeto di sovraincisioni, fino all’urlo di Robert, tra i picchi emotivi del disco.

La chitarra rincorre impazzita andando in paranoia, in un climax dannato ove sale in cattedra la foga di Jason dietro le pelli, con uno spettacolare outro impetuoso sui piatti. Avremmo potuto dichiararci soddisfatti anche terminando qui, ma la band decide di servire un altro ottimo saggio di talento: “It’s Over”: i Cure si danno al Prog/Rock di stampo Rush, dal giro di basso ossessivo ai muri di chitarre degni dei trascorsi di Thompson assieme a Plant e Page. Il risultato è il pezzo probabilmente più adrenalinico della loro storia, una sorta di “Cut” ma con il giusto tiro e mestiere. Un ending perfetto per un album che riuscirà a soddisfare sia gli appassionati della buona musica che i fan della band che stavano per perdere un po’ di fiducia verso il ragazzo immaginario che ha momentaneamente riposto l’abito nero per far risaltare un sorprendente arcobaleno di note. Andategli incontro per il “bentornato”.

Federico Francesco Falco

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