[Alternative/Post Hardcore] The Hickey…

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  [Alternative/Post Hardcore] The Hickey Underworld – The Hickey Underworld (2009) Zero Hour – Sick Of Boys – Blonde Fire – Zorayda – Future Words – Mystery Bruise – Of Asteroids And  Men…Plus Added Wizardry – Blue World Order – Flamencorpse – Urmnstr http://www.thehickeyunderworld.comhttp://www.naive.fr Quando un gruppo ha qualcosa da dire, di solito lo si

 

[Alternative/Post Hardcore] The Hickey Underworld – The Hickey Underworld (2009)

Zero Hour – Sick Of Boys – Blonde Fire – Zorayda – Future Words – Mystery Bruise – Of Asteroids And  Men…Plus Added Wizardry – Blue World Order – Flamencorpse – Urmnstr

http://www.thehickeyunderworld.com
http://www.naive.fr

Quando un gruppo ha qualcosa da dire, di solito lo si intuisce già alle prime battute di un album,  soprattutto se si sta parlando di un debutto.
Gli Hickey Underworld da dire hanno molto, a partire dall’artwork del disco e del loro sito, affascinante  miscuglio di simboli massonici e iperrealismi da manifesto anni ’70, dalla loro biografia, volutamente  ironica nei confronti sia dello showbiz sia dei fanatismi dell’underground , ma soprattutto dai loro  pezzi, che mischiano mostri sacri come Fugazi e Jesus Lizard con roba molto più terra a terra, commerciale  e ballabile, pericolosamente vicina al territorio dei Muse.

Non c’è equilibrio, in questo vortice di generi ed ispirazioni che ha le potenzialità sia per far ballare  i teen-ager con pezzi come “Blonde Fire”, quasi un furto agli Strokes, sia per essere accettato dal mondo  del rock alternativo più di nicchia, grazie alla già citata parentela con il DC hardcore, non c’è  soluzione di continuità in questo caleidoscopio che pare frutto delle menti sovrastimolate di ragazzi  talentuosi e ipertecnici.
Per una volta, però, la ricchezza di stimoli non suona artefatta, e quello che ascoltiamo stupisce almeno  per qualità, nel caso non dovesse andare incontro ai nostri gusti.

In un caso come questo, è soprattutto opportuno chiedersi cosa sarà del secondo album, domanda  inflazionata quanto imprescindibile, per un lavoro nel quale sembra che gli Hickey Underworld abbiano  intrapreso un po’ troppe strade diverse per poi poter riuscire a dare un senso, che non sia soltanto la  voglia di suonare e sperimentare, ad ognuna di queste.

Francesca Stella Riva
 

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