[Avant Folk/Pop] Barbara De Dominicis – …

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  [Avant Folk/Pop] Barbara De Dominicis – Anti-Gone (2009) Anti-Gone – Disremembering Echo – Vulnerable Interlude – Calypso Or The Enamouring Island – Venus Motel – Recuerdo – Electrashock – P.S. I Que – Me-Dea – Murmuring Mermaid – Calypso Or The Enamouring Island – remix  – Passione http://www.myspace.com/barbaradedominicishttp://www.anti-gone.com Anti-Gone, Antigone, P.S I Que, Psiche,

 

[Avant Folk/Pop] Barbara De Dominicis – Anti-Gone (2009)

Anti-Gone – Disremembering Echo – Vulnerable Interlude – Calypso Or The Enamouring Island – Venus Motel – Recuerdo – Electrashock – P.S. I Que – Me-Dea – Murmuring Mermaid – Calypso Or The Enamouring Island – remix  – Passione

http://www.myspace.com/barbaradedominicis
http://www.anti-gone.com

Anti-Gone, Antigone, P.S I Que, Psiche, Me-Dea, Medea. E via così, giocate a trovare le eroine greche nei titoli delle canzoni di Barbara De Dominicis, musicista prolissa ma di indubbio talento che ci regala questo album sospeso tra mitologia greca e atmosfere elettroniche fredde che più fredde non si può. Quante cose vengono in mente, ascoltandola: i Portishead, ad esempio, presenza più che evocata nella title track e in “Calypso Or The Enamouring Island”, entrambe canzoni bellissime da ascoltare ma che suonano terribilmente già sentite, purtroppo, come del resto l’intero disco, o Bjork, spesso e volentieri più che presa ad ispirazione.

Questa artista, che senza dubbio si destreggia bene nel mondo del campionamento più che selvaggio (chiglie di navi sull’acqua ed uccellini che cinguettano, ad esempio) e della fusione di elettronica e  avant-folk all’acqua di rose, non ci propone nulla di originale, nulla che non sia spaventosamente simile sia  alle produzioni degli anni del trip-hop che a certi dischi di Battiato in bilico fra sintetizzatori e tradizione italiana (penso soprattutto alla rilettura di “Passione”, tranquillamente confondibile con una traccia di “Fleurs”). 

Anti-Gone ci traghetta,  allo stesso tempo annoiati e piacevolmente stupiti, attraverso cinquanta minuti di soffusi rimandi alla mitologia, echi intimi e personali e persino un coraggioso esperimento di fado, “Recuerdo”, attraverso un mare sempre troppo calmo e conosciuto per interessarci.
Fosse uscito dieci anni fa, questo album ci avrebbe stupiti non solo per tecnica, ma anche per originalità, ma essendo datato duemilanove può giusto rendere piacevole una nostra serata, cullarci prima di dormire, ma di certo non rimanerci nel cuore.

Francesca Stella Riva

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