[Avant-Garde/Psych Folk] Au – Verbs (2009)

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  All My Friends – Are Animals  – Summerheat – Rr vs. D – All Myself – Two Seasons – Prelude – The Waltz – Sleep http://www.au-au-au.comhttp://www.myspace.com/peaofthesea Un po’ di anni fa, prima della sbornia da Animal Collective e psichedelia folk che ci ha contagiati un po’ tutti, un album come questo sarebbe passato totalmente

 

All My Friends – Are Animals  – Summerheat – Rr vs. D – All Myself – Two Seasons – Prelude – The Waltz – Sleep

http://www.au-au-au.com
http://www.myspace.com/peaofthesea

Un po’ di anni fa, prima della sbornia da Animal Collective e psichedelia folk che ci ha contagiati un po’ tutti, un album come questo sarebbe passato totalmente inosservato o bollato come ostico: ora può invece avere finalmente la considerazione che si merita.

Il gioco è questo: prendete dei musicisti con un solido background compositivo alle spalle (Luke Wyland, il leader, è un polistrumentista cresciuto alla scuola d’arte, Dana Valatka suonava nei Jakie O Motherfucker) e dategli un po’ di giocattolini: una sega armonica, un clarinetto, delle percussioni o delle trombe in cui soffiare. Lasciateli soli in un bosco per un po’ e il risultato che avrete sarà qualcosa di molto simile alle prime tracce di “Verbs”: un fiorire di handclapping, cori gioiosi e ritmi incalzanti che vi sembrerà astruso e familiare allo stesso tempo.
Già questo sarebbe abbastanza, fatto con la leggerezza e l’abilità degli Au, ma il meglio arriva quando le atmosfere si distendono tanto che sembra che in quel bosco si stia facendo notte, quando  l’incedere marziale di “All Myself” ci traghetta per cinque minuti verso il mare tiepido e scuro di “Two Seasons”, quasi una ninna nanna,  fino  alla  conclusiva “Sleep”, una culla di suoni dilatati e soffusi in cui possiamo finalmente addormentarci.

Dopo che anche le ultime note di commiato sono sgocciolate via, non ci resta che ringraziare gli AU per questa giornata di sole scivolata nel sonno, per questo tentativo più che riuscito di coniugare la musica “Alta” e di avanguardia con la voglia di giocare, per non aver esagerato con la voce, che sarebbe stata quasi un disturbo, e per essere una pietra miliare di questa riscoperta psichedelia giocosa che piace molto, e speriamo continui a piacere.

Francesca Stella Riva

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