Avenged Sevenfold – Hail To The King

avenged-sevenfold-hail-to-the-king-recensione 2/5
C’è il padre di questo mio amico che è un grande. A parte assomigliare al mai dimenticato Kafelnikov, è un pregevole artista. Però a volte penso che Dio abbia concentrato tutti i suoi talenti nelle mani e negli occhi, dimenticandosi delle sue orecchie. Indizio #1: è stato uno dei primi fan di Moby. Indizio #2: rompe

C’è il padre di questo mio amico che è un grande. A parte assomigliare al mai dimenticato Kafelnikov, è un pregevole artista. Però a volte penso che Dio abbia concentrato tutti i suoi talenti nelle mani e negli occhi, dimenticandosi delle sue orecchie. Indizio #1: è stato uno dei primi fan di Moby. Indizio #2: rompe il cazzo coi Pink Floyd. Questa cosa mi manda a male: li tira SEMPRE in mezzo. Si è tutti insieme in auto ad ascoltare il greatest hits dei Queen? Lui dice che molte idee le hanno rubate ai Pink Floyd. A pranzo si mette su King Diamond (giuro)? Lui dice che molti passaggi ricordano i Pink Floyd. Insomma ha sta fissa odiosa che i Pink Floyd hanno già fatto tutto loro e il resto è una pallida imitazione. E mi viene da pensare: “Ma sarò anche io così da vecchio? L’obbiettività sparirà insieme alle erezioni? Rimarrò ancorato a tutto quello che mi piaceva da piccolo e non considererò come degna la musica dei gggiuovani d’oggi?”. Considerando che già in tempi non sospetti ero scettico sui Nirvana, per dire, inizio a sentirmi a disagio. Principalmente al pensiero delle erezioni mancate.

Con questi pensieri nella testa mi sono avvicinato alla recente e curiosa diatriba sul nuovo disco degli Avenged Sevenfold, accusati di aver dato un nuovo significato alla parola ‘ispirazione’. Contando che, tra tutti quelli che scrivono di musica, i 40enni sono completamente fuori dal mondo, i 30enni sono musicisti falliti e i 20enni sono trollz o haterz, dove starà la verità? I fatti sono che gli Avenged Sevenfold vendono un sacco (soprattutto in America) e sono gli idoli dell’heavy metal dei teenager; l’astio se lo sono tirato addosso per i presunti plagi nell’ultimo “Hail To The King”. Mi stavo divertendo a scrivere questo articolo, fino a quando ho realizzato che avrei dovuto in effetti ascoltare il disco degli Avenged.
Posto che l’album rimane brutto forte (principalmente per mancanza di pezzi, idee, suoni, carattere e tutto quello che dovrebbe far provare la buona musica pesante), i plagi non sono così letali come scrivono in giro. Non siamo a livelli di casi da portare in tribunale come Michael Jackson vs Al Bano, però quello che è sconfortante è la generale mancanza di idee.

Si può accettare (entro certi limiti) una band come gli Airbourne: sono dei piccoli AC/DC, punto. Stesso concetto musicale, stessi suoni, stessi riff, stessa voce. Li accettiamo in fondo perché non sono certo sulla bocca di tutti e sono dei simpatici cazzoni? Sarebbe lo stesso se vendessero a palate? Accetteremmo gli Avenged Sevenfold se fossero rimasti dei perfetti sconosciuti e non dei dominatori della classifica? Boh. Sta di fatto che a questo giro hanno davvero superato il limite: scippi ad AC/DC, Metallica, Megadeth, addirittura i Velvet Revolver quando imitavano i Guns’n’Roses. Come ultimo chiodo alla bara, vanno a scippare i loghi pure a poveretti come Overkill e Machine Head.
Che poi, i Metallica stessi nei loro album migliori copiarono nota per nota un paio di riff (tra cui un insospettabile di David Bowie) facendola franca però grazie a del materiale comunque fortissimo. Qua è tutto molto più grigio, ma non per la ruberia in sé, quanto per la mancanza di osare, la mancanza di idee di fondo. E’ come vincere facile al botteghino con un remake (che è quello che Hollywood ci propone ormai da anni). La storia aveva funzionato prima, ora te la re-impacchetto per gli ignari giovani. E il lato del ‘pacchetto’ non è da sottovalutare, dato che gli Avenged non avrebbero il successo che hanno senza la costante promozione dell’etichetta.

In fondo, se vogliamo, possiamo trovare un po’ di luce in questa storia la si trova: ogni paio di orecchie dedicate agli Avenged sono orecchie che non vanno a finire da Justin Bieber e One Direction. La magra consolazione non è tanto questa, ma la speranza che un teenager introdotto anche così “a tradimento” alla musica pesante possa trovare la voglia di approfondire e scoprire così i veri maestri del genere. E perdersi finalmente e, dignitosamente, in una vita di eccessi e dissolutezza.

Marco Brambilla


Condividi.