Bad Religion True North

bad religion true north 4/5
Sono ad un passo dai trentacinque anni di carriera, ma i Bad Religion trasmettono ancora un messaggio e un’energia che molte band di ragazzini dovrebbero invidiare. Con il nuovo disco “True North“, la band di Los Angeles non tradisce quanto fatto in passato, se non per una breve parentesi più rock oriented piazzata a metà

Sono ad un passo dai trentacinque anni di carriera, ma i Bad Religion trasmettono ancora un messaggio e un’energia che molte band di ragazzini dovrebbero invidiare. Con il nuovo disco “True North“, la band di Los Angeles non tradisce quanto fatto in passato, se non per una breve parentesi più rock oriented piazzata a metà cd (le pur interessanti “Dharma And The Bomb” e “Hello Cruel World“): sedici schegge sonore per meno di quaranta minuti di durata, nelle quali il timbro vocale di Greg Graffin ricopre come sempre il ruolo di primadonna.

Pur essendo lontani i fasti di anni Ottanta e Novanta, i Bad Religion del 2013 sono capaci di risollevarsi dopo un periodo che, pur avendo dato grosse soddisfazioni live, non aveva entusiasmato nei lavori in studio. Un’allegra brigata di “vecchietti” (sempre che si possa definire così gente vicina al traguardo dei cinquant’anni) che non si comporta con uno stile da macchietta come un Keith Morris a caso (in ogni caso lanciatissimo con il suo nuovo progetto Off!), ma che è ben cosciente dell’età scritta nel loro documento di identità. E se a questa consapevolezza corrisponde anche una qualità sonora, ben vengano i Bad Religion.

Nicola Lucchetta

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