Band Of Skulls Sweet Sour
Recensito da Redazione Outune il
22 feb 2012

In questa enumerazione di nomi altisonanti, si possono tutt’oggi includere anche i britannici Band Of Skulls. Il trio di Southampton, dopo il discreto successo dell’album d’esordio Baby Darling Doll Face Honey, datato 2009, tenta il definitivo assalto al successo con Sweet Sour, il loro secondogenito, prodotto da Ian Davenport per la Vagrant Records.
In poche parole, il sound di Sweet Sour è un blues sporco che non disdegna la spigolosa consistenza dello stoner e del noise (Sweet Sour, The Devil takes care of his own, Lies) e sa concedersi al momento opportuno incursioni folk (Hometowns, Close to nowhere) come ondate garage-rock da ritornelli ossessivi (Bruises, Wanderluster). Punto di forza del trio inglese è senz’altro la commistione (alla White Stripes) della graffiante voce di Russell Marsden e di quella, più squillante, di Emma Richardson. Questa, in conclusione, sembra simboleggiare il contenuto dell’intero lavoro: i Band of Skulls rivestono le loro creazioni di un sapore agrodolce, che passa dal ronzio incessante delle distorsioni alla pulizia delle note, alternando scariche possenti che gridano al live a cantati limpidi e melodici. Un lavoro insomma, capace di adattarsi ad una notevole fila di generi, tutti adeguatamente abbinati.
Andrea Suverato
Voto: / 5








