Best Coast The Only Place

Recensito da il 22 mag 2012

Best Coast The Only Place Recensione
Best Coast
  • Superate senza troppi indugi le idi di maggio ecco che ci si addentra nel momento (quasi) caldo dell’anno. Qualcuno probabilmente [...]
  • Outune Attitude:
  • 3.5/5
  • Genere: Surf Rock/Indie Rock
  • Anno: 2012
  • Mexican Summer
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  • Superate senza troppi indugi le idi di maggio ecco che ci si addentra nel momento (quasi) caldo dell’anno. Qualcuno probabilmente è già sul balcone ad urlare che l’estate è alle porte, e non ha mica torto. Facendoci caso si possono già sentire calde correnti nell’aria qua e là, di quelle che allentano le ansie (a meno che non siate all’ultimo anno di liceo, s’intende) e smuovono il ventre per la trepidante attesa. Una di queste proviene da ovest, e ne porta (quasi) il nome. Parliamo ovviamente dei Best Coast, duo surf rock californiano proveniente – manco a farlo apposta – da Los Angeles.

    Sono passati due anni da quando la bibbia americana Pitchfork li consacrò come una delle più grandi rivelazioni del momento a seguito del loro album di debutto “Crazy for you, ed ecco che la frontwoman Bethany Cosentino ed il polistrumentista Bobb Bruno tornano giusto in tempo per la scena musicale estiva col loro secondo album di studio, “The only place. Il disco è solare e compatto, le tracce semplici ed immediate (come vuole la tradizione garage), accomunate da riff catching (“The Only Place”, “Let’s Go Home”) e dalla talentuosa voce della cantante, qui valorizzata da un approccio decisamente meno lo-fi per quanto riguarda la qualità del suono (“No One Like You”, “Up All Night”). Come le musiche, così i testi: semplici e diretti, uniti da quei due o tre temi che, sommati, generano il filo conduttore del disco (l’amore, le feste, ed in primo luogo l’amore per la loro terra).

    Ad esser sinceri, per quanto riguarda la parte scritta in fin troppi punti si sconfina nel puro stereotipo e nella banalità quasi disarmante, ma in fondo se cerchi i Best Coast è perché hai bisogno d’altro. Anche perché non è proprio il luogo per proporre discorsi alti: questo è il regno delle onde, dei boschi, della cultura surf e della eterna estate. Ce li vedi bene nei finali sul molo alla Orange County, tanto per capirci. Ed è davvero il luogo ideale per loro. Un luogo in cui si muovono a proprio agio e di cui si fanno portavoce senza troppi problemi, come si fa con una cosa leggera. Proprio come deve essere.

    Andrea Suverato


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    Voto: 3.5 / 5
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