Black Country Communion – 2

Black Country Communion 2 /5
Glenn Hughes, Joe Bonamassa, Derek Sherinian e Jason Bonham offrono nuova manna per tutti coloro che non sanno fare a meno dei suoni dei Deep Black Zeppelin. Cosa cambia rispetto al disco di esordio? Sostanzialmente poco o niente, se non che i Black Country Communion oggi suonano come una band e non come il progetto

Glenn Hughes, Joe Bonamassa, Derek Sherinian e Jason Bonham offrono nuova manna per tutti coloro che non sanno fare a meno dei suoni dei Deep Black Zeppelin.

Cosa cambia rispetto al disco di esordio? Sostanzialmente poco o niente, se non che i Black Country Communion oggi suonano come una band e non come il progetto Bonamassa-Hughes, che arrivano in sala, trovano due turnisti di lusso e il tutto si risolve così: “Abbiamo i pezzi finiti, tu Derek abbassa il volume e fai i violini, tu Jason basta che tieni il tempo, al resto ci abbiamo già pensato noi”. Questa volta si sente l’apporto di tutti, questa volta si sentono suonare tutti, questa volta ci sono atmosfere ancora più variegate e arrangiamenti meglio elaborati. Insomma, è come il precedente disco ma meglio, di sicuro diverso.

Il risultato è un album di ottima fattura, imprescindibile per tutti gli amanti del rock duro di matrice settantiana. Non segnaliamo nessun brano in particolare, qui dentro come peschi peschi bene e che sia frutto di ispirazione o mestiere non importa, perché quello che sanno fare questi signori è roba grossa che riesce a pochi.

Stefano Di Noi

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